Annarita Briganti contro Senaldi e Bernardini de Pace sul femminicidio: “Il patriarcato è riesploso”
Una puntata anomala in partenza quella di Dritto e Rovescio, giovedì 10 settembre su Rete 4. Al timone, infatti, non c'era Paolo Del Debbio, fermato da un'emicrania, ma c'era Mario Giordano, chiamato in corsa e presentandosi con una battuta: "Stasera ci sono io a fare il surrogato di Paolo, sostituirlo è impossibile". Il debutto stagionale del conduttore di Fuori dal coro era previsto per il 27 settembre, ma la scaletta ha anticipato tutto.
Dentro quella scaletta, tra politica estera e sicurezza, il blocco che ha acceso davvero lo studio è stato quello dedicato alla violenza sulle donne. E lì, nel parterre, si è consumato il confronto più duro della serata: Annarita Briganti da una parte, Annamaria Bernardini de Pace e Pietro Senaldi dall'altra.
Il caso che ha innescato il confronto
Sullo sfondo c'era la vicenda che ha scosso il Paese la scorsa settimana. Lorena Isceri, 45 anni, originaria di Lecce e residente a Firenze, è stata uccisa il 3 settembre dall'ex compagno Federico Vella, 36 anni. L'uomo l'ha sequestrata, chiusa nel bagagliaio dell'auto e poi lanciata dal viadotto Lora dell'Autostrada del Sole, tra Calenzano e Barberino di Mugello. La donna era riuscita a chiamare il 112 dal bagagliaio, permettendo agli agenti di individuare la vettura. Quando ha visto arrivare la polizia stradale, Vella l'ha spinta nel vuoto e subito dopo si è tolto la vita gettandosi a sua volta.
"È colpa degli uomini che uccidono le donne"
Annamaria Briganti, il cui attivismo è noto, non ha concesso mediazioni al dibattito e ha respinto sin dal principio qualsiasi obiezione: "Le donne non fanno nulla per mettersi in situazioni di pericolo e non è colpa loro se ci sono uomini che le lanciano vive da un cavalcavia. È colpa degli uomini che uccidono le donne".
Il tentativo di replica di Bernardini de Pace (anche la sua posizione a chi segue le cronache della tv è nota, ed è opposta a quella della Briganti, ça va sans dire!) è arrivato subito: "Non è colpa…".
Spunta fuori il nome di Vannacci accanto a quello di patriarcato e fascismo
Da quel momento il confronto ha smesso di riguardare la cronaca e si è spostato sul piano politico. "Ora lei mi ascolta grazie. Sono frutto di un patriarcato che è riesploso, perché nel mondo riesplodono i fascismi, perché in Italia abbiamo Vannacci… sono in calo? Anche un solo femminicidio è gravissimo", ha scandito la scrittrice e giornalista, chiamando in causa il generale ed europarlamentare della Lega e rispondendo in tempo reale a chi, dallo studio, le opponeva il dato statistico sulla diminuzione dei femminicidi in Italia.
Nel secondo round si è inserito Pietro Senaldi. Il condirettore di Libero ha contestato la Briganti, che però, da studio, ha soverchiato l'ospite in collegamento: "Gli uomini devono finire di considerarci oggetti, devono mediare e devono accettare la parità. Finché ci sarà il patriarcato ci saranno violenze di ogni tipo".
Il rischio di una discussione che si ripete uguale
Il blocco presente a Dritto e Rovescio ha confermato la dinamica classica del dibattito sulla violenza di genere in Italia: due posizioni che non si incontrano mai. La prima, attiva, che chiede di riconoscere il fenomeno e la sua radice; la seconda lettura, che arriva da destra, che riduce questi eventi a letture ideologiche. In mezzo, purtroppo, i nomi e il numero delle vittime, che dopo qualche giorno escono dalla luce dei talk e restano solo nelle statistiche. Non è un problema di Dritto e Rovescio, qui s'intende, ma di tutti.