Caporale dà del fascista a Rampelli fuori onda, lite con Chirico a L’aria che tira: “Non offendere le istituzioni”
A L’aria che tira c'è stato uno scontro durissimo tra Annalisa Chirico e Antonello Caporale. Durante la pausa pubblicitaria, la firma del Fatto Quotidiano, e Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fratelli d’Italia, si sono affrontati sul tema della puntata: la violenza nelle piazze di Milano e Torino e il fermo di Youssef Siher.
Quando lo studio è tornato in onda, a riaprire la ferita non è stato Rampelli. Lo ha fatto Annalisa Chirico, direttrice di Fortune Italia, che ha scelto di non lasciar passare nulla.
Il ritorno in diretta e lo studio già in fiamme
I telespettatori si sono ritrovati dentro una lite già cominciata. Chirico ha subito attaccato Caporale: “Non devi offendere i rappresentanti istituzionali!”. La replica del giornalista è arrivata senza esitazioni: “Portavoce! Fai il portavoce? Ho solo detto la verità, l’onorevole Rampelli è offeso che l’ho definito fascista?”.
Caporale non ha smentito né corretto il tiro, anzi ha rivendicato la parola usata. Chirico ha insistito: “Non devi offendere rappresentanti istituzionali”. E lui, di rimando: “Tu se sei la portavoce…”.
Parenzo prova a spiegare, Chirico non molla
David Parenzo ha tentato di ricostruire la scena per chi era a casa: “La gente non ha capito di cosa state parlando. Durante la pubblicità c’è stato un confronto molto acceso tra Caporale e Rampelli”.
Il conduttore non ha fatto in tempo a finire. Chirico ha preso la parola e ha sintetizzato la sua accusa: “Caporale ha dato del fascista al vicepresidente della Camera. Noi dobbiamo ascoltare le tue giustificazioni sulla violenza di piazza e poi dobbiamo ascoltare un insulto a un vice presidente della Camera”.
Caporale ha risposto con una battuta tagliente: “La questora Chirico”. Il riferimento è a chi in quel momento si stava comportando da tutore dell’ordine in uno studio televisivo. La direttrice di Fortune Italia ha chiuso con un richiamo che assomigliava a un rimprovero: “Rimani in un senso di continenza e di educazione”.
Il contesto: le piazze e il fermo di Youssef Siher
La tensione in studio riflette quella delle ultime settimane. Sabato 24 ottobre i cortei in diverse città italiane si sono conclusi con 9 arresti, 87 denunce e 4.292 persone identificate. Ci sono stati scontri soprattutto a Torino, Roma e Bologna, dopo il weekend di disordini che aveva colpito il centro di Milano.
Nello stesso giorno, a Milano, la Procura ha disposto il fermo di Youssef Siher. Ha 30 anni, è un ricercatore e giornalista freelance italiano di seconda generazione e vive in provincia di Brescia. Gli investigatori lo ritengono il presunto promotore del Movimento 17 ottobre e l’amministratore dei canali social da cui sarebbero partiti gli appuntamenti di piazza. Tra le ipotesi di reato c’è l’istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo. Anche la moglie risulta indagata, a piede libero. Il fermo dovrebbe essere esaminato da un giudice proprio in queste ore.