Cairo attacca Giletti: “Non è l’Arena chiuso per 21 milioni di perdite, non per pressioni di Berlusconi”

Urbano Cairo, nella giornata di ieri, è salito sul banco dei testimoni nel processo a carico di Salvatore Baiardo, l'ex gelataio di Omegna accusato di calunnia aggravata dall'agevolazione a Cosa nostra. Un caso che è stato da molti ritenuto all'origine delle frizioni tra il patron di La7 e Massimo Giletti. Ma, come si legge dal Foglio, è proprio Cairo a fornire con la sua testimonianza una risoluzione all'enigma dell'uscita di Giletti dal canale. zione della procura.
Il teorema della procura
Per i pubblici ministeri Lorenzo Gestri e Leopoldo De Gregorio, la chiusura anticipata di Non è l'Arena nella primavera del 2023 non era stata una semplice decisione editoriale. Secondo la loro tesi, Cairo avrebbe interrotto il programma di Massimo Giletti sotto pressione dei Berlusconi, preoccupati per le dichiarazioni di Baiardo sui presunti rapporti tra Silvio, il fratello Paolo e Cosa nostra.
Urbano Cairo ha negato di aver mai ricevuto telefonate di lamentela da Silvio Berlusconi dopo quelle puntate, così come di aver suggerito a Giletti di incontrare il fondatore di Forza Italia e di aver subito pressioni di alcun genere. Sul presunto legame con la famiglia Berlusconi, Cairo ha ricordato ai pm di aver lavorato per il Cavaliere per 14 anni e di essere stato licenziato nel '95. Insomma, non esattamente il pedigree di un possibile "uomo di riferimento".
"Quanto detto da Giletti è una falsità"
Urbano Cairo è sulle dichiarazioni di Massimo Giletti che, però, cala le rivelazioni più importanti. "Non l'ho mai più incontrato dopo il 15 febbraio 2023", ha dichiarato. Per poi spiegare il vero motivo della chiusura di Non è l'Arena, programma che Giletti ha condotto dal 2018 al 2023.
Il programma è passato dal 7,1 per cento di share nel 2017 al 4,9 per cento nell’aprile 2023. Questo ha significato un calo dei ricavi pubblicitari e un aumento delle perdite. Ogni singola puntata costava 160 mila euro, più 25 mila per gli ospiti, più 40 mila euro di compenso a Giletti. Ogni puntata costava 228 mila euro e raccoglieva nell’ultimo anno mediamente 78 mila euro sul piano pubblicitario. Il primo anno abbiamo perso 2 milioni di euro, il secondo anno 3 milioni, il terzo anno 4 milioni e mezzo, il quarto anno 3,3 milioni, il quinto anno 4,2 milioni e il sesto anno 4 milioni con 25 puntate. In sei anni abbiamo perso 21 milioni e 300 mila euro.
Ecco, allore, che con le otto puntate tagliate anticipatamente dalla decisione di Urbano Cairo, le casse di La7 hanno avuto un risparmio di circa un milione e 480mila euro.