Zelensky sanziona i creatori di Masha e Orso: per Kiev il cartone è propaganda russa
Volodymyr Zelensky contro Masha e Orso. Non è una bufala, è tutto vero. C'è un decreto presidenziale, cinque cittadini russi, quattro organizzazioni: provvedimenti che sembrerebbero contro Putin, e invece sono contro il cartone animato più amato dai bambini. Zelensky ha firmato le sanzioni contro lo studio Animaccord e le figure chiave dietro Masha e Orso, la serie che per Kiev rappresenta "una minaccia per la sicurezza nazionale dell'Ucraina".
Cosa prevede il decreto
Le misure, riportate da Ukrainska Pravda, risalgono l'intera catena di comando: lo studio che ha ideato la serie, chi lo ha fondato, l'amministratore delegato che nel cartone firma anche sceneggiatura, regia e produzione, il co-autore del progetto, il titolare dei diritti sul marchio. Il pacchetto è più largo del singolo caso: quattro decreti recepiscono le decisioni del Consiglio per la Sicurezza e la Difesa Nazionale e colpiscono decine di società russe, il gruppo Rusal, un'impresa cinese ed ex funzionari ucraini.
Sul fronte animazione l'effetto è concreto: divieto di diffusione dei contenuti in Ucraina, blocco degli account social sul territorio, congelamento dei beni, revoca delle licenze e restrizioni sul trasferimento dei diritti di proprietà intellettuale. I media russi indicano una durata decennale delle restrizioni.
L'accusa: propaganda travestita da intrattenimento
La formula usata da Kiev è secca. Il cartone "diffonde narrazioni filorusse mascherate da contenuti per bambini". Zelensky ha collegato la decisione a una strategia più ampia: alla propaganda russa serve una risposta mirata, soprattutto quando si rivolge ai più piccoli e viaggia sulle grandi piattaforme internazionali.
Non è la prima volta che la serie finisce sotto esame. Dal 2018 diversi analisti occidentali – alcune di quelle letture furono raccolte dal Times – hanno descritto Masha come una figura di soft power: il copricapo militare indossato in qualche episodio, i richiami all'immaginario sovietico, la posizione dello studio dentro il sistema dei finanziamenti pubblici russi. Nessuna puntata contiene messaggi politici espliciti. Ed è proprio questo il punto delle accuse: l'influenza culturale, sostengono i critici, funziona in questo modo.
Animaccord, il fenomeno globale nato da una fiaba popolare
Il progetto debutta nel 2009 sul canale pubblico Rossija 1, dentro il contenitore Buonanotte, ragazzi!. Da lì la crescita è verticale: venticinque lingue, distribuzione in oltre cento Paesi, quattro spin-off – I racconti di Masha, Le storie di paura di Masha, Le canzoni di Masha, Masha e Orso filastrocche per tutti – e un record Guinness per l'episodio Ricetta per un disastro, il video animato più visto su YouTube. Numeri che spiegano perché un pacchetto pensato per la macchina bellica russa sia arrivato a comprendere anche una bambina con il fazzoletto in testa.
In Italia Masha e Orso resta nei palinsesti
Il decreto ucraino non produce effetti fuori dai confini di Kiev, ça va sans dire. In Italia la serie occupa uno spazio stabile da oltre un decennio. Arrivata su Rai 2 nel dicembre 2011, dal marzo 2014 è di casa su Rai Yoyo, dove va in onda ogni giorno in più fasce orarie insieme agli spin-off. Sul canale per prescolari della tv pubblica il marchio è uno dei pilastri della programmazione, affiancato dalla distribuzione in streaming e da una macchina di licensing che negli anni ha invaso scaffali di giocattoli, cartolerie e reparti alimentari.