Vittorio Sgarbi lascia la terapia intensiva al Gemelli, ora la riabilitazione respiratoria
Dopo quasi un mese, Vittorio Sgarbi ha lasciato la Terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma. Il critico d’arte, 74 anni, ex sottosegretario alla Cultura e presidente del Mart, “è stato trasferito ieri nel reparto di Terapia sub-intensiva”, come riporta l’Adnkronos Salute. Un passaggio che segna il primo vero cambio di fase da quando, il 30 settembre, era arrivato d’urgenza al Gemelli per un’insufficienza respiratoria acuta.
Cosa cambia con il passaggio in sub-intensiva
Che cosa cambia con questo trasferimento? Purtroppo non significa che il ricovero sia alle spalle. Significa che il quadro clinico non richiede più il livello di monitoraggio continuo della rianimazione, ma ha ancora bisogno di un’assistenza più stretta rispetto a un reparto ordinario. La sub-intensiva è, di fatto, una stanza di mezzo: si esce dalla fase critica, si entra in quella del recupero.
I medici rilevano un “miglioramento della funzione respiratoria, anche se permane la tracheostomia”. Il tubo inserito nella trachea resta quindi al suo posto, ma il respiro di Sgarbi sta rispondendo. Il prossimo passo è già fissato: il critico “inizierà la riabilitazione respiratoria”.
Le tappe di un mese al Gemelli
Vittorio Sgarbi era stato portato al Gemelli mercoledì 30 settembre, con una polmonite che aveva compromesso la respirazione. Ricoverato subito in Terapia intensiva, ci è rimasto per quasi tutto il mese di ottobre, con bollettini che per giorni hanno ripetuto la stessa formula: condizioni stabili, prognosi riservata.
Intorno al 10 ottobre era arrivata la notizia della tracheostomia percutanea, resa necessaria dal bisogno persistente di supporto ventilatorio. Una procedura che si pratica quando un paziente non riesce ancora a respirare in autonomia e il supporto delle macchine si prolunga. Dieci giorni più tardi, la sera del 20 ottobre, la figlia Evelina era andata al Policlinico a far visita al padre: in quei giorni si parlava di lievi segnali di miglioramento, ancora troppo deboli per sbilanciarsi.
La strada che resta da fare
La riabilitazione respiratoria è un percorso che richiede tempo e che serve a recuperare gradualmente la capacità di respirare in modo autonomo dopo un lungo periodo di ventilazione assistita. Nessuna data, per ora, sulla durata del ricovero né su un’eventuale rimozione della tracheostomia: i medici si limitano a registrare il dato clinico, ed è quello che conta.