Vittorio Sgarbi oggi è stabile e vigile: resta in terapia intensiva al Policlinico Gemelli
Vittorio Sgarbi è stabile e vigile. Il critico d'arte, 74 anni, resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva del Policlinico Gemelli di Roma, dove è entrato la scorsa settimana per una grave insufficienza respiratoria. Lo riferisce l'Adnkronos Salute, che aggiunge che le terapie proseguono.
Cosa cambia rispetto all'ultimo bollettino
Venerdì 2 ottobre il quadro diffuso dall'ospedale parlava di condizioni critiche ma stabili, e chi è vicino alla famiglia invitava ad aspettare. Tre giorni dopo la stabilità è confermata e si aggiunge un elemento: Sgarbi è vigile, quindi cosciente e presente. Il resto non cambia. Il ricovero continua in terapia intensiva, il reparto riservato ai pazienti che hanno bisogno di monitoraggio costante, e l'agenzia non parla di trasferimenti né di tempi. L'informazione arriva da fonti raccolte dall'Adnkronos e non da un nuovo comunicato del Gemelli.
I giorni del ricovero
Sgarbi è arrivato al Gemelli la mattina del 30 settembre, secondo la ricostruzione fatta a Fanpage.it da Eugenio Lio, compagno della sorella Elisabetta. La febbre era comparsa il giorno prima, poi nella notte la saturazione si era abbassata. La notizia era diventata pubblica poche ore dopo, quando Bianca Berlinguer l'aveva data in diretta a È sempre Cartabianca. Per il critico è il secondo ricovero importante nello stesso ospedale in un anno e mezzo. Nel marzo 2025 era stato curato al Gemelli per una forte depressione.
Una famiglia divisa anche in questi giorni
Attorno al letto d'ospedale lo scontro familiare non si è fermato. Fonti vicine alla figlia Evelina hanno sostenuto che Sgarbi stesse male già da due settimane e che i sintomi siano stati sottovalutati. Lio ha risposto con una cronologia che riduce tutto a poche ore. In parallelo è tornata in televisione la causa sull'amministrazione di sostegno. A La Vita in Diretta l'avvocato Ugo Ruffolo ha definito "indecenti" le accuse rivolte all'entourage del critico e ha attribuito la sua stanchezza alle udienze: "Sgarbi si è stancato molto più trafficando per tribunali". La linea dell'avvocato Lorenzo Iacobbi, che assiste Evelina, è sempre stata opposta: quel ricorso serviva a tutelare la salute del padre.
Al momento non si conoscono i tempi della degenza. Le prossime indicazioni dipenderanno dalla risposta alle cure e da un eventuale nuovo bollettino del Policlinico.