Vittorio Sgarbi in terapia intensiva, l’avvocato Ruffolo: “Le accuse sono indecenti”
Vittorio Sgarbi è ancora ricoverato in terapia intensiva al Policlinico Gemelli di Roma. Mentre si attende un aggiornamento dai medici, lo scontro che da un anno divide la sua famiglia è tornato in televisione. La Vita in Diretta ha dedicato un servizio alle condizioni del critico d'arte, 74 anni, e ha raccolto le parole dell'avvocato Ugo Ruffolo, che lo assiste nella causa aperta dalla figlia Evelina.
Ruffolo: "Si è stancato di più trafficando per tribunali"
Ruffolo respinge l'idea che a logorare Sgarbi siano stati gli impegni pubblici degli ultimi mesi, tra presentazioni e ospitate. "Le accuse sono indecenti", dice ai microfoni del programma di Rai 1. Poi ribalta la prospettiva: "Sgarbi si è stancato molto più trafficando per tribunali, uscendo imbacuccato, che non andando a fare per il proprio piacere presentazioni, o partecipazioni in tv o di altro tipo".
"Umiliante dover dimostrare di essere capace di intendere"
Il passaggio più duro riguarda il rapporto tra padre e figlia. "Quanto può essere umiliante per un uomo di quella statura, vedersi chiamato dalla propria figlia a dimostrare di essere capace di intendere e di volere davanti a un giudice o davanti a un perito?", chiede Ruffolo. Evelina Sgarbi si era rivolta al tribunale per chiedere la nomina di un amministratore di sostegno per il padre, dopo il ricovero per depressione del marzo 2025 e alcune apparizioni televisive che avevano fatto discutere. I giudici avevano poi disposto una perizia medica sulla capacità del critico di gestire in autonomia gli atti di straordinaria amministrazione.
La posizione di Iacobbi, legale di Evelina Sgarbi
Sul fronte opposto c'è l'avvocato Lorenzo Iacobbi, che assiste Evelina e che ha sempre presentato l'iniziativa giudiziaria come un atto di protezione. La stessa Evelina ha rilasciato queste dichiarazioni: "L'ho trovato in una condizione di sofferenza estrema, che mi ha devastato la mente e che rimarrà in modo indelebile conficcata nel mio cuore". Sgarbi è ricoverato al Gemelli da mercoledì 30 settembre. La notizia era stata data in diretta da Bianca Berlinguer a È sempre Cartabianca.
Il terzo fronte: i tempi del ricovero e la replica di Eugenio Lio
Alla disputa sui tribunali se n'è aggiunta un'altra, che riguarda i giorni prima del ricovero. Fonti vicine a Evelina Sgarbi avevano riferito a Fanpage.it che il critico stesse male già da due settimane, con il sospetto che i sintomi fossero stati sottovalutati. Dopo l'accusa di averlo affaticato con le udienze, rivolta alla figlia, è arrivata quella speculare rivolta a chi gli vive accanto: aver aspettato troppo.
A rispondere, sempre a Fanpage.it, è stato Eugenio Lio, compagno di Elisabetta Sgarbi, con una cronologia molto più stretta. La febbre sarebbe comparsa il 29 settembre. Sabrina Colle avrebbe chiamato i medici del servizio di assistenza domiciliare del Gemelli, che lo hanno visitato a casa e gli hanno dato un antipiretico. Nella notte la temperatura è risalita e la saturazione è scesa, e il ricovero è stato organizzato per la mattina del 30. "Non sembrava una cosa grave, inizialmente, ma poi la situazione è precipitata", ha detto Lio, che in quelle ore era a Milano con Elisabetta ed è rientrato a Roma in treno.
Le due versioni distano quindici giorni e, come per la causa, non hanno un punto di contatto. Sulle condizioni attuali Lio rimanda al bollettino del Policlinico, che parla di un quadro critico ma stabile. Un nuovo aggiornamento dell'ospedale potrebbe arrivare nelle prossime ore.