Trump lascia lo studio come fece Berlusconi con la Annunziata: il copione del leader che non regge il contraddittorio

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha abbandonato l'intervista registrata con Kristen Welker di Meet the Press dopo che la giornalista lo aveva incalzato sul fondo da 1,8 miliardi di dollari per l'"anti-weaponization" e sulle sue affermazioni persistenti di brogli elettorali. Un gesto teatrale, studiato o impulsivo poco importa, che riporta alla memoria un'immagine italiana: marzo 2006, Silvio Berlusconi che si alza e abbandona lo studio di Lucia Annunziata. Lo stesso copione, due protagonisti diversi, vent'anni di distanza.
La scena americana: Trump, il microfono e "thank you, darling"
Lo scontro ha raggiunto il punto di rottura quando Welker ha chiesto se le persone coinvolte nell'attacco al Campidoglio del 6 gennaio meritassero denaro pubblico. Trump ha risposto che ogni caso andava valutato individualmente, accusando le forze dell'ordine di essere di parte. Da lì, la conversazione è scivolata rapidamente verso il precipizio. Trump ha attaccato la giornalista e la sua rete: "Facciamola finita, ne ho abbastanza, grazie, cara, buona giornata" e ha lasciato il set, schiacciando il microfono a clip sotto i piedi mentre usciva.
Il modello Berlusconi: lo studio di Raitre, le domande di Annunziata
Era marzo 2006, alla vigilia delle elezioni politiche poi vinte da Romano Prodi: l'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lasciò imbufalito lo studio di Lucia Annunziata a In mezz'ora, su Raitre. Berlusconi aveva apostrofato la Annunziata come "violenta" e minacciato di andarsene. Lei lo aveva incalzato: "Lei non può dirlo, lo ritiri". Lui aveva risposto: "Non mi può dire quello che devo o non devo fare. Provi un po' di vergogna". La puntata durò meno di venti minuti, invece della mezz'ora prevista dal format.
Patrick Facciolo, analista della comunicazione e autore del libro "Silvio, ci manchi?" che indaga proprio le tecniche di comunicazione del Cavaliere, è stato il primo a notare la somiglianza tra quello che ha fatto Donald Trump e quello che fece Silvio Berlusconi. Proprio nel suo libro, Facciolo sottolinea come Trump abbia ricopiato alla perfezione l'utilizzo del corpo come strumento di comunicazione politica: "Al di là delle differenze storiche e politiche, la grammatica corporea è quasi la stessa. L’obiezione viene vissuta come un’invasione di campo, la giornalista viene ricodificata come antagonista, l’uscita dalla scena diventa il modo più visibile per ristabilire gerarchia, controllo e centralità".
Il leader che non regge il contraddittorio trasforma l'abbandono del set in un atto di forza: non me ne vado perché non so rispondere, me ne vado perché voi non meritate le mie risposte. Il microfono schiacciato da Trump e il "si vergogni" di Berlusconi sono due modi diversi di dire la stessa cosa.