Stefano Callegaro, le polemiche dopo MasterChef: “Quello non fu un fallimento, ma una violenza terribile”
È il 2015 quando Stefano Callegaro vince la quarta edizione di MasterChef Italia. La gioia per il suo trionfo però è destinata a durare meno del previsto: prima le accuse di Striscia la Notizia, poi la battaglia giudiziaria, quindi il tentativo di trasformare la popolarità televisiva in un mestiere.
Oggi, undici anni dopo, è lui stesso a ribaltare il racconto, come riportato da Vanity Fair. Lo ha fatto sabato 26 settembre dal palco del Teatro Toniolo di Mestre, durante la quarta edizione veneziana delle FuckUp Nights, format che porta sul palco le storie di chi ha attraversato errori, fallimenti e ripartenze. Callegaro non ha scelto però di ripartire dalla vicenda che lo ha travolto dopo MasterChef, ma da quello che considera il suo vero fallimento: il tentativo di diventare, dopo il talent, un personaggio social. Nel suo racconto parla anche della malattia, della necessità di ricominciare e della sua nuova vita costruita a Mestre.
Chi era Stefano Callegaro prima di MasterChef
Quando entra nella cucina di MasterChef, Stefano Callegaro ha 43 anni, arriva da Adria, in provincia di Rovigo, e lavora come agente immobiliare. La cucina è però una passione che coltiva da sempre e che affonda le radici nella famiglia, soprattutto nel rapporto con la madre e con la nonna. Alle spalle ha anche una formazione alberghiera e un passato da rugbista. Il 5 marzo 2015 arriva la vittoria: Callegaro supera in finale Nicolò Pietro Prati e conquista il titolo della quarta edizione, insieme a un premio di 100mila euro e alla possibilità di pubblicare un libro di ricette. La sua vittoria, però, viene immediatamente accompagnata da una polemica destinata a trascinarsi per anni.
Le accuse di Striscia la Notizia e la battaglia giudiziaria
Prima ancora della finale, infatti, Striscia la Notizia svela il nome del vincitore di MasterChef Italia 4. Il 3 marzo 2015, due giorni prima della messa in onda dell'ultima puntata, il programma di Antonio Ricci indica proprio Callegaro come primo classificato, anticipando di fatto l'esito della gara. Ma lo spoiler è solo il primo capitolo della vicenda: nei giorni successivi Striscia inizia a mettere in discussione anche la sua partecipazione al programma, sostenendo che abbia già maturato esperienze da cuoco professionista, mentre il regolamento di MasterChef prevede concorrenti amatoriali. Al centro del caso finisce soprattutto la sua attività come chef promoter per BestFood Italia, legata ai prodotti Knorr. Callegaro non nega di aver svolto quell'attività, ma sostiene che si tratti di un ruolo commerciale e dimostrativo e non di un lavoro come cuoco.
La polemica esce presto dagli studi televisivi. Callegaro presenta una querela per diffamazione e stalking nei confronti di Antonio Ricci, Ficarra e Picone, dell'inviato Max Laudadio e di altre persone coinvolte nei servizi. Nel marzo 2017, secondo quanto riportato dal Corriere del Veneto, il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Rovigo archivia le accuse. Parallelamente si apre però un secondo procedimento, questa volta civile: Magnolia, la società produttrice di MasterChef, fa causa a Callegaro chiedendo la restituzione dei 100mila euro vinti, sostenendo che non abbia rispettato i requisiti previsti per partecipare come amatore. Anche nove concorrenti sconfitti in quella edizione agiscono separatamente contro di lui, sostenendo che la sua eventuale esperienza professionale abbia reso irregolare la gara. Nel gennaio 2018 il Tribunale civile di Milano stabilisce che non ci sono elementi per considerare Callegaro un cuoco professionista al momento della partecipazione a MasterChef e riconosce la legittimità della sua partecipazione. Magnolia viene condannata a pagare a Callegaro 10mila euro per aver promosso una causa ritenuta temeraria e altri 13.400 euro per le spese legali. Anche la causa degli ex concorrenti viene respinta e tutti e nove vengono condannati a versare complessivamente 20mila euro a Callegaro e 20mila a Sky.
“Quello non fu un fallimento, ma una violenza terribile”
Eppure, sul palco delle FuckUp Nights, Callegaro non considera quella vicenda il suo fallimento, quanto "una violenza terribile”, ha raccontato a Vanity Fair, spiegando che a ferirlo maggiormente è l'accusa di essere stato disonesto. Dopo il programma, Callegaro scopre che vincere un talent non significa automaticamente sapere che cosa fare della popolarità. La televisione gli ha dato notorietà, ma intorno a quella notorietà c'è un mercato fatto di eventi, collaborazioni, aziende e soprattutto social. La sua manager gli spiega che senza follower è difficile “collocarlo” e Callegaro prova ad adeguarsi. Cerca di costruirsi un personaggio, pensare a un tormentone, trovare qualcosa che possa renderlo immediatamente riconoscibile online come vede fare ad altri chef. Ma lui non ci riesce, e proprio quella, racconta oggi, è stata la prima volta in cui si è sentito davvero fallito. La svolta arriva nel 2017 durante un set: il videomaker gli fa notare che il suo video non è particolarmente riuscito, ma che il piatto che ha preparato è molto buono. Una frase apparentemente banale che gli fa capire qualcosa che forse ha sempre saputo: “Fuori il personaggio, dentro lo chef”, è la sintesi con cui oggi racconta quel momento.
Per due anni torna apprendista
A quel punto prende buona parte del premio del talent e la investe nella formazione. Per circa due anni viaggia tra Danimarca, Francia, Inghilterra, Spagna, Giappone e Cina, entrando nelle cucine come apprendista. Dopo essere stato riconosciuto per strada come il vincitore di MasterChef, sceglie quindi di tornare a essere l'ultimo della brigata per approfondire il mestiere e capire che tipo di chef vuole davvero diventare. Da quel momento arrivano esperienze nella ristorazione, attività di consulenza e formazione, fino al ruolo di Executive Chef per Legami Sushi & More, la catena legata a Claudio Marchisio. Tra il 2018 e il 2019 partecipa anche a MasterChef All Stars, tornando quindi nella cucina che gli ha cambiato la vita qualche anno prima.
La malattia e la nuova vita
Quando sembra aver finalmente trovato la sua strada, arriva un altro imprevisto. Gli viene diagnosticato un meningioma nel lobo frontale. A Vanity Fair, Callegaro racconta lo spavento di quel momento, dalla telefonata del medico alla corsa in neurochirurgia per gli accertamenti. Dopo un intervento e un recupero graduale, nel giro di pochi mesi torna alla sua vita. Quell'esperienza finisce per cambiare anche il modo in cui guarda a ciò che gli è successo: lo chef parla infatti di una “seconda vita”, di una possibilità arrivata dopo essersi trovato, ancora una volta, costretto a fermarsi e a ripensare alle proprie priorità. Ed è forse anche per questo che la scelta successiva è stata quella di tornare dove tutto è iniziato.
Dopo dodici anni a Milano, Callegaro sceglie di tornare in Veneto. A Mestre, dove si trasferisce anche per stare accanto alla compagna Federica, trova il contesto per costruire qualcosa che sente finalmente suo. Nel 2026 entra infatti nel progetto Vitto – La Fucina del Gusto, uno spazio che mette insieme cucina, gastronomia, bottega e scuola di cucina. Nei suoi piatti tornano i sapori della tradizione veneta e soprattutto i ricordi legati alla nonna Etta, dalle sarde in saor alle seppie al nero, fino al baccalà alla vicentina e ai bigoli in salsa. Dopo aver passato anni nelle cucine di mezzo mondo per imparare il mestiere, oggi è tornato a casa per raccontarlo attraverso i sapori con cui è cresciuto.