La storia di Shirley Temple ha anche un lato oscuro: punizioni, molestie e l’innocenza sfruttata
Il sorriso, i 56 riccioli biondi accuratamente acconciati dalla madre Gertrude e la capacità di danzare fin da quando aveva poco più di due anni hanno reso Shirley Temple la bambina prodigio più riconoscibile e amata. Intorno a lei un vero e proprio impero economico tra bambole con le sue sembianze, libri di fiabe e vestiti. Vissuta dal 1928 al 2014, i suoi film portarono gioia e speranza nell'America che faceva i conti con la Grande Depressione. Ma questa è solo una parte della storia. La vita di Shirley Temple non è esente da lati oscuri. Era pur sempre una bambina cresciuta in un contesto popolato da adulti. Oggi raccontiamo la sua storia su Fanpage.it.
"Voglio lei": così iniziò la storia di riccioli d'oro
Shirley Temple era una bimba irrequieta, talmente vivace che la madre temeva che demolisse la casa con la sua energia travolgente. Nella speranza di farla stancare, la donna la iscrisse a una scuola di ballo a Los Angeles. La piccola, che all'epoca aveva 2 anni, mostrò subito un vivo interesse per quell'arte.
Un giorno un produttore si presentò in quella scuola e fece mettere tutti i bambini in fila. Il suo viso, tuttavia, non ispirava particolare fiducia a Shirley, che corse a nascondersi sotto al pianoforte. A quel punto, il produttore non ebbe dubbi: "Voglio lei". La carriera della bambina iniziò nel 1931 con il film Runt Page. Aveva due anni e mezzo.
Chiusa in una cassa per punizione
Estroversa, socievole, amava stare in mezzo alle persone. Shirley Temple non aveva di certo timore della telecamera. Sul set aveva imparato un trucchetto.
Un segno sul pavimento indicava dove avrebbe dovuto fermarsi per ballare, ma le avevano imposto una regola ferrea: non abbassare mai lo sguardo una volta in scena. Così, la bambina aveva escogitato un metodo: se sentiva il calore delle luci dei fari sul viso significava che si era fermata nel punto giusto.
La sua carriera iniziò con una serie di otto film satirici riuniti sotto il nome di Baby Burlesks. Su quanto fossero inappropriati ci arriveremo tra poco. Shirley stava muovendo i primi passi nel cinema. Era pagata 10 dollari al giorno. La madre le cuciva i vestiti, la seguiva nelle lezioni di recitazione e le acconciava i riccioli.

Per contratto, Gertrude era l'unica autorizzata a toccare i capelli della bambina. Le fan che la incontravano le tiravano i ricci nel tentativo di provare che avesse una parrucca. Ma non era così. Gli iconici boccoli, che le valsero l'appellativo di Riccioli d'oro, erano frutto della cura quasi maniacale di sua madre.
All'epoca non era consentito ai genitori accompagnare i piccoli attori sul set, nonostante i bambini fossero sottoposti a turni estenuanti e trattenuti per le riprese anche per dieci, dodici ore al giorno. Shirley Temple, nella sua autobiografia Child Star, ha parlato delle punizioni che subivano se facevano i comprensibili capricci legati alla loro età.
Sul set c'era una cassa contenente un grosso blocco di ghiaccio: "Quando qualcuno di noi si comportava male venivamo mandati uno alla volta nella cassa a riflettere e a rinfrescarci le idee. Al buio, con la porta chiusa." Shirley veniva punita spesso. Ciò le causò problemi di salute come casi frequenti di otite e orzaiolo.
Bambini trattati come adulti
Si può davvero fare satira usando come mezzo i bambini? I cortometraggi della serie Baby Burlesks oggi sono ritenuti controversi. Le trame, totalmente inappropriate, vedevano i piccoli attori mettere in scena temi come la corruzione politica o la seduzione. Anche i costumi erano inadeguati alla loro età.
Ad esempio, nel film Polly Tix in Washington, uscito nel 1932, Shirley Temple – che all'epoca aveva 4 anni – indossava completi con pizzi e merletti. La trama, rivista oggi, fa rabbrividire. Temple, nel cortometraggio, interpretava una sorta di arrampicatrice sociale ingaggiata da alcuni boss per fare capitolare un senatore. I protagonisti, tutti bambini, erano vestiti da adulti nella parte superiore mentre nella parte inferiore indossavano solo il pannolino.
Polly Tix, interpretata da Shirley, si presentava al senatore, lo abbracciava e lo baciava. E lui, prima di ricambiare, ammetteva: "Penso che tu sia la donna più bella che io abbia mai visto". Ed è proprio questo il punto. I bambini erano chiamati a comportarsi come uomini e donne adulti. Shirley Temple, una volta cresciuta, dirà che quei cortometraggi erano "un cinico sfruttamento dell'innocenza" sua e degli altri bambini e "a volte erano anche razzisti e sessisti".
La molestia nell'ufficio del produttore a 12 anni
Diventata la star della Fox, Shirley Temple era contesa anche da altre case di produzione. Intervistata da Larry King, l'attrice raccontò un aneddoto raccapricciante. Un giorno, la madre la accompagnò a un colloquio con il produttore Arthur Freed. Arrivate alla sede della Metro-Goldwyn-Mayer, fu chiesto all'attrice di entrare da sola nell'ufficio di Freed. Shirley aveva 12 anni, era il 1940.
Il produttore le parlò di un film che avrebbe voluto realizzare insieme a lei, poi si spogliò: "Non avevo mai visto qualcuno senza vestiti prima, eccetto me stessa". Temple non riusciva a capire che cosa stesse succedendo e pensando che si trattasse di una gag scoppiò a ridere fino alle lacrime. L'uomo, furioso, la cacciò dal suo ufficio.
La prima coppia interrazziale: quando Bojangles le sfiorava la mano, tagliavano la scena

Nel 1935 arrivarono film come La piccola ribelle e Il piccolo colonnello. L'attrice danzava con uno dei più grandi ballerini di tip tap dell'epoca, Bill Robinson detto Bojangles. Erano la prima coppia interrazziale a ballare insieme. Ma il razzismo era ancora radicato e non era consentito a un nero toccare una bianca. Così, quando questi film furono trasmessi negli Stati del Sud, furono tagliate tutte le scene in cui le loro mani si sfioravano. Il rischio era il boicottaggio.
Al di là del contesto retrogrado, i due attori erano molto amici e Temple considerava Bojangles un professionista da cui imparare. Quel contatto tra le loro mani era molto importante per la bambina, perché Robinson le dava indicazioni: le stringeva la mano una volta se aveva fatto bene il passo, due se era stata imprecisa ma comunque accettabile, tre se era tutto da rifare.
I soldi persi, da oltre 3 milioni a 44 mila dollari

A 21 anni, diventata ormai maggiorenne, Shirley Temple chiese al padre, che era un banchiere, dove fossero i soldi che aveva guadagnato. Seguì una riunione di due ore tra il padre e il suo socio, poi arrivò il disastroso verdetto.
Di 3.400.000 dollari guadagnati con i film, i libri e la bambola a lei somigliante erano rimasti solo 44mila dollari nel suo fondo fiduciario. Fu uno shock, ma non si arrabbiò mai con il padre. Era convinta che non fosse stato facile per lui gestire quei soldi mentre infuriava la Grande Depressione. Attribuiva l'errore a chi lo aveva consigliato.
Il primo matrimonio con John Agar tra tradimenti e problemi di alcolismo

Un breve cenno alla vita privata. Shirley Temple si è sposata la prima volta a 17 anni. È convolata a nozze con l'attore John Agar, che aveva 24 anni. La relazione fu in salita sin da subito. Solo dopo essere diventata sua moglie, l'attrice scoprì che il suo compagno aveva un problema di alcolismo. Inoltre, quando andava a ballare, era solito baciare altre donne sulla pista.
Nonostante tutto, Shirley fece il possibile perché il matrimonio potesse durare, soprattutto per preservare la serenità della loro unica figlia Linda Susan. Ma era una lotta contro i mulini a vento. Nel 1950 divorziarono. L'ex riccioli d'oro sposò l'uomo d'affari californiano Charles Black da cui ebbe due figli: Charles Alden Jr. e Lori.
A 22 anni, Shirley Temple si ritirò dalle scene: "Volevo vivere nel mondo reale". Qualche anno più tardi, iniziò a lavorare per il Governo americano come ambasciatrice in Ghana e Cecoslovacchia, ma per tutti restava la bambina prodigio dai piedini danzanti.
Shirley Temple si è spenta il 10 febbraio 2014 a causa di una broncopneumopatia cronica ostruttiva. Aveva 85 anni e accanto a lei c'erano i figli che aveva tanto amato.
