Sabrina Impacciatore: “Stavo per rischiare la vita sul set, mi hanno fatto un massaggio cardiaco”

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Ospite della prima puntata di Tintoria Prima, il progetto che porta il famoso podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone su piattaforma, è Sabrina Impacciatore. L’attrice si è raccontata parlando delle sue esperienze americane.

Tintoria, il podcast di Daniele Tinti e Stefano Rapone, è approdato su Prime Video. Si tratta di quattro puntate inedite, che andranno solo in piattaforma, decretando il primo vero passaggio di un progetto nato su Youtube a una realtà streaming. La prima ospite è stata Sabrina Impacciatore. L'attrice ha parlato della sua esperienza americana, del successo ricevuto negli Stati Uniti, delle sue ossessioni prima di ogni provino e non solo. Un'intervista decisamente più seria e centrata che, forse, non ci si aspetterebbe nel format condotto dai due comici.

La popolarità con The White Lotus

Il successo di Sabrina Impacciatore oltreoceano è stato dirompente. Da quando è apparsa per la prima volta nella serie americana The White Lotus, la sua carriera ha iniziato a decollare, tanto che lei stessa seduta sulla poltrona di Tintoria dice di essere ancora sorpresa per tutto ciò che le sta accadendo, ma allo stesso tempo è convinta che tutto ciò che ha vissuto in passato l'avrebbe portata proprio al punto in cui si trova ora. "Per tutta la vita ho avuto la sensazione che non avrei trovato la mia forma e adesso è come se avessi trovato un'adesione" racconta ancora emozionata e timorosa perché non conosce i suoi intervistatori. La sua Valentina in The White Lotus l'ha consacrata alla popolarità, acclarata ancor di più con la candidatura agli Emmy. Eppure quel ruolo, arrivato un po' per caso è stato il risultato di una preparazione a suo modo folle:

Sono stata chiamata in corner, era l'epoca del Covid, non c'era nessuno che potesse darmi le battute, ho chiamato la mia vicina di casa che è un'attrice, e il self tape è durato 12 ore. Abbiamo iniziato a mezzogiorno e finito a mezzanotte e mezza, alla fine della serata avevamo 125 ciak, e io non sapevo quale scegliere. Tutti erano giustamente andati via, ho avuto un attacco di panico, dovevo mandare il ciak al mio agente che doveva mandarlo a Los Angeles dove erano tutti svegli in attesa del mio self tape.

Una volta ottenuto il ruolo, c'era però un altro step da superare, l'incontro con il regista della serie: "La produzione mi comunica che non potevo incontrare Mike White, io ho fatto di tutto, li ho anche minacciati che non mi sarei presentata sul set portando un certificato medico, in cui dicevo di avere il Covid". La minaccia ha avuto il suo effetto, ma il senso di colpa ha avuto la meglio:

Dal lunedì al venerdì ho dato il sangue sul set, ho rischiato di morire. Stavamo girando una scena sulle Dolomiti e la costumista si era dimenticata di mettermi la tutina termica. Non sentivo più le gambe, le braccia, finché l'aiuto regista urla "è viola". Mi hanno portato in albergo, mi hanno fatto il massaggio cardiaco, mi hanno messo davanti al camino.

Quell'incontro, come volevasi dimostrare, è stato memorabile: "Sono partita come una pazza, con una dichiarazione d'amore a Mike White, che lui ha definito una specie di incantesimo, dice che gli ho lanciato un'anatema". 

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Il rapporto con le sostanze stupefacenti

Che Sabrina Impacciatore fosse un'attrice "libera", come lei stessa ama definirsi, è stato chiaro sin dall'intervista a Belve, dove sullo sgabello di Francesca Fagnani si è raccontata senza filtri:Anche qui, seduta tra Rapone e Tinti, lascia spazio ad alcuni aneddoti: "Per molti anni ero convinta di essere la reincarnazione di Pam, la moglie di Jim Morrison. Perché lo capivo, lo sentivo molto affine" dice, ad esempio, e ancora una volta parla anche delle sue esperienze con le sostanze stupefacenti, pur ammettendo: "Non ho visto droga ad Hollywood, ne ho vista più in Italia. Sono stata a tante feste e sono tutti incredibilmente sotto controllo". Parlando delle sue esperienze con sostanze stupefacenti, come d'altronde aveva già fatto in passato, Impacciatore ripercorre quelle sensazioni che ricorda in maniera molto vivida:

Ho preso dei funghetti allucinogeni, che crescono nello sterco di mucca. Poi vengono infusi nel thé, è durata nove ore, ho visto una foresta di sangue, Jim Morrison che camminava sulle acque, Biancaneve e i sette nani che uscivano dal lato destro della mia testa. La mia amica mangiata da una sedia.

La differenza sul set tra l'Italia e l'America

Interessante, invece, il tema del sentirsi incoraggiati, benvoluti, mentre si lavora sul set. "Il modo migliore per ottenere qualcosa di buono da qualcuno è incoraggiarlo" dice Impacciatore, entusiasta dell'esperienza americana e a domanda risponde: "In Italia è molto più raro, soprattutto, a volte, anche, se sei una femmina". Secondo l'attrice il retaggio culturale italiano non invoglia a "vedere un valore nelle cose dell'altro, se genera valore è visto quasi come una minaccia e non una risorsa". In America, invece, "se non funzioni non esisti". E ancora, gli italiani sono "snob" nel considerare la commedia qualcosa di secondario, ma "la commedia è una cosa serissima, racchiude tutto al suo interno e non è vero il contrario". Orgogliosa dei suoi inizi comici e anche dell'essere ritornata alla commedia, vede nella capacità di far ridere quasi una missione: "Non è una cosa scema far ridere, è un dono". Parlando dell'incontro avuto con Al Pacino, col quale è rimasta abbracciata, in ginocchio, al centro di un ristorante ricorda della masterclass tenuta dal divo: "Dovete mantenere intatta l'innocenza" aveva consigliato agli aspiranti attori ed è ciò che consiglia anche lei in una accorato discorso finale: "Dovete avere cuori puri, lasciatevi attraversare, siate frangibili, siate porosi". 

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Il momento in cui si è detta di essere un'attrice

Ma alla domanda quale è stato il momento in cui ha iniziato a definirsi attrice, Sabrina Impacciatore risponde ricordando uno dei periodi più difficili della sua carriera: "Nessuno mi chiamava, si erano completamente dimenticati di me, avevo 4,86 euro sul conto in banca, mi trascinavo per casa, dicevo che avrei dovuto smettere di sognare", poi qualcosa è scattato e si è detta: "Io sono un'attrice, perché io vivo da attrice". Una consapevolezza che, come è lei stessa a dire: "Una volta che ce l'hai non te la toglie più nessuno". 

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