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Ruby Barker di Bridgerton: “Ecco come le cure per il disturbo bipolare hanno trasformato il mio corpo”

A parlare pubblicamente di salute mentale, corpo e giudizio è Ruby Barker, l’attrice che ha interpretato il ruolo di lady Marina Crane nella serie tv Bridgerton. La 29enne convive con una diagnosi di disturbo bipolare che la costringe a sottoporsi a una terapia che ha avuto un impatto durissimo sul suo corpo: “Questo è l’effetto di 8 mesi di trattamento”.
A cura di Stefania Rocco
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In questi giorni è stata Giorgia Soleri, in Italia, a sollevare il velo sull’impatto che le cure destinate a garantire la salute fisica e mentale possono avere sul corpo. All’estero, a vivere una condizione simile è Ruby Barker, attrice 29enne diventata nota per aver interpretato lady Marina Crane nella serie tv Bridgerton. Barker convive con una diagnosi di disturbo bipolare che la costringe a sottoporsi a una terapia in grado di avere un impatto durissimo sul suo corpo. Ha scelto coraggiosamente di raccontarsi in pubblico, parlando di salute mentale, forma fisica e giudizi sul corpo, nella speranza che squarciare il velo del silenzio possa incoraggiare se stessa e coloro che con lei condividono la necessità di sottoporsi a cure in grado di provocare effetti di questo tipo.

Ruby Barker: “Ho raggiunto 112 chili, non smetto di paragonarmi alla vecchia versione di me”

Ruby ha pubblicato un post sul suo profilo Instagram in cui racconta il percorso intrapreso verso la salute. “Questo è l’effetto fisico di otto mesi di trattamento per il disturbo bipolare”, ha spiegato l’attrice, rivelando che il peso segnato oggi dalla bilancia supera i 112 chili. Perdere quel peso accumulato rappresenta una sfida mentale, oltre che fisica, resa ancora più complessa dalla diagnosi che Barker sta affrontando.“Empatizzo con chiunque stia lottando con il proprio peso. Il confronto, lo specchio, quel rumore mentale costante. Alcuni giorni odio quello che vedo e non riesco a smettere di paragonarmi alla vecchia versione di me stessa”, ha raccontato la 29enne, pubblicando immagini che documentano il suo percorso. Parole che, insieme agli scatti, le sono valse il sostegno incondizionato di migliaia di persone da ogni parte del mondo. Un sostegno che, purtroppo, non sempre si replica nella vita reale.

Le accuse a Netflix e Shondaland: non l’avrebbero aiutata durante le sue crisi

Barker soffre da anni di problemi di salute mentale e, già in passato, aveva accusato Netflix e Shondaland – la casa di produzione di Bridgerton – di non averla aiutata nella gestione delle crisi che, durante le riprese, avrebbero aggravato le sue difficoltà. L’attrice aveva raccontato di essere stata ricoverata in ospedale una settimana dopo la fine delle riprese, ma di essere stata costretta a tenere nascosta la notizia per evitare di gettare discredito sulla serie. “Nessuno di loro mi ha mandato una mail o un messaggio per chiedermi se stessi bene o se mi servisse supporto”, aveva dichiarato Barker, che da quel momento ha chiuso ogni contatto con la produzione. Subito dopo il ricovero, tuttavia, l’attrice aveva pubblicato un video su Instagram nel quale ringraziava chi aveva lavorato alla realizzazione di Bridgerton per averle dato un’opportunità che “le aveva salvato la vita”. Dichiarazioni sulle quali ha poi clamorosamente fatto marcia indietro a distanza di tempo. A quelle accuse, né Netflix né Shondaland hanno mai replicato.

Ruby Barker durante le riprese della serie Bridgerton
Ruby Barker durante le riprese della serie Bridgerton

Nella serie Bridgerton era Marina Thompson

Barker ha recitato in due stagioni di Bridgerton, andate in onda tra il 2020 e il 2022, nel ruolo di Marina Thompson, poi diventata lady Marina Crane. Cugina della famiglia Featherington, resta incinta fuori dal matrimonio e tenta con l’inganno di sposare Colin Bridgerton. In realtà, i gemelli che aspetta sono frutto della relazione con l’amante George Crane; finirà per sposarne il fratello, Philip, nel tentativo di dare un cognome e una rispettabilità ai suoi figli. Diversamente da quanto accade al suo personaggio nei romanzi di Julia Quinn, Marina muore tragicamente di polmonite pochi anni dopo il parto.

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