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Referendum, Iacchetti finge di piangere: “Mi spiace per Bocchino, aveva detto avrebbe vinto il sì”

Enzo Iacchetti prende in giro Italo Bocchino dopo le previsioni errate sul referendum. Bocchini si era detto certo che il fronte del Sì avrebbe vinto con un vantaggio di circa 10 punti.
A cura di Stefania Rocco
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L’esito del referendum sulla giustizia, conclusosi a favore del No, offre a Enzo Iacchetti l’occasione per prendere in giro Italo Bocchino dopo le sue previsioni sul voto, rivelatesi clamorosamente infondate. Il direttore editoriale del Secolo d’Italia aveva infatti sostenuto con sicurezza che il fronte del Sì alla riforma avrebbe vinto con circa dieci punti di vantaggio, basandosi sull’idea che le forze politiche schierate a favore della riforma rappresentassero ancora la maggioranza del Paese. Alla luce degli scrutini, però, la netta vittoria del No ha smentito in modo evidente quelle previsioni.

Nel video pubblicato sui social, Iacchetti ironizza sull’errore mostrando un fazzoletto e fingendo di piangere, prima di scoppiare a ridere. “Lo so che dovrei essere felice perché ha vinto il No, ma mi dispiace tanto per Bocchino… aveva detto che vinceva il Sì con il 10% in più… che figura di me***”, dice il comico, sottolineando il ribaltamento del risultato.

Italo Bocchino riconosce l’errore: “L’affluenza l’avevo letta giusta”

Bocchino, dal canto suo, ha ammesso l’errore in un video pubblicato sui social, riconoscendo di aver interpretato correttamente l’affluenza alle urne ma di aver completamente sbagliato la previsione sul risultato finale.

La nuova parentesi politica di Iacchetti dopo CartaBianca

Il video pubblicato da Iacchetti acquista rilievo perché si inserisce in una fase in cui il conduttore si è ritagliato uno spazio sempre più evidente nel dibattito pubblico. Un percorso iniziato alcuni mesi fa, quando fu protagonista di un acceso confronto nel programma È sempre CartaBianca con Eyal Mizrahi, presidente della Federazione Amici di Israele, sul tema del conflitto in Medio Oriente e delle conseguenze sulla popolazione palestinese. Da allora, le sue prese di posizione, spesso nette e senza mediazioni, hanno contribuito a spostarlo oltre il perimetro dell’intrattenimento, trasformandolo in una voce autorevole e capace di orientare il dibattito politico.

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