Pino Daniele e Dorina Giangrande: chi era la prima moglie del cantautore, la storia d’amore e i figli

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Dalla Fiat 500 diretta a Roma ai cori nei primi dischi, fino ai figli Alessandro e Cristina: chi era Dorina Giangrande, la prima moglie di Pino Daniele raccontata nel film Je so’ pazzo.

Prima che Pino Daniele diventasse uno dei nomi più importanti della musica italiana, era Giuseppe all’anagrafe e Pinotto per chi gli voleva bene. Un ragazzo napoletano con una chitarra sempre a portata di mano, tanti sogni e ancora nessuna certezza sul futuro. Accanto a lui, in quegli anni in cui tutto doveva ancora succedere, c’era Dorina Giangrande, la donna che avrebbe sposato e con cui avrebbe avuto due figli, Alessandro e Cristina. Non soltanto la sua prima moglie, ma colei che avrebbe prestato la voce ai suoi primi dischi e lo avrebbe accompagnato in una delle scelte che avrebbero cambiato il corso della sua vita.

Il 15 ottobre, con l’arrivo al cinema di Je so’ pazzo, il film diretto da Nicola Prosatore con Massimiliano Caiazzo nei panni del cantautore e Mariasole Pollio in quelli di Dorina, la loro storia d'amore torna sullo schermo insieme a un capitolo della vita dell'artista spesso rimasto in ombra rispetto al mito.

Chi è Dorina Giangrande, la prima moglie di Pino Daniele

Dorina Giangrande è una cantante e corista napoletana che ha condiviso con Pino Daniele non soltanto una lunga storia d'amore, ma anche una parte importante del suo percorso musicale.A differenza del cantautore, diventato uno dei volti più riconoscibili della musica italiana, Dorina ha sempre mantenuto un profilo riservato, lontano dall'esposizione mediatica. Il suo nome è tornato al centro dell'attenzione con Je so' pazzo, il film di Nicola Prosatore che la riporta negli anni in cui la carriera di Pino era ancora agli inizi. Il loro legame affonda le radici nella Napoli della metà degli anni Settanta, quando un gruppo di musicisti poco più che ragazzi cercava una strada nuova per la propria musica, mescolando blues, rock e jazz alle sonorità della tradizione partenopea. Pino frequentava quell'ambiente con amici come Rosario Jermano, Rino Zurzolo ed Enzo Avitabile. Dorina, che conosceva Donatella Brighel, un'altra voce della scena musicale napoletana, entrò nello stesso giro di amicizie e passioni. Tra i ricordi di quel periodo, uno in particolare restituisce la dimensione più intima del loro rapporto. A raccontarlo è stata la stessa Dorina, in una testimonianza ripresa dal figlio Alessandro nel libro dedicato alla vita del padre: un pomeriggio, nella casa di Rosario Jermano a Materdei, Pino e Dorina arrivarono prima degli altri e, aspettando che gli amici raggiungessero il gruppo, lui prese la chitarra e cominciò a suonare Space Oddity di David Bowie. Fu quel momento a segnare l'inizio del loro legame sentimentale: un ragazzo e una ragazza, una chitarra e un brano che raccontava il viaggio nello spazio dell'astronauta Major Tom.

La Fiat 500 e il viaggio a Roma che cambiò tutto

Nel 1976 Pino si ritrovò davanti a un bivio: da una parte, la possibilità di ottenere un impiego stabile come assistente di volo con Alitalia, un'opportunità concreta per garantirsi uno stipendio e dare maggiore sicurezza alla propria famiglia. Dall'altra, la scommessa della musica, con l'interesse della EMI e la possibilità di incontrare a Roma Bruno Tibaldi, che aveva avuto modo di ascoltare i provini del giovane artista napoletano. Il 28 aprile 1976 Pino Daniele partì per la Capitale a bordo della Fiat 500 bianca di Dorina per dare una svolta alla sua vita, scegliendo di scommettere tutto sulla musica. Con loro c'erano anche Rosario Jermano e Donatella Brighel. Quattro giovani musicisti si misero così in viaggio con pochi bagagli e un futuro tutto da immaginare, diretti verso un incontro che avrebbe potuto aprire una porta decisiva.

La voce di Dorina nei primi dischi di Pino

Dorina non fu soltanto la compagna di Pino Daniele negli anni degli esordi, ma anche la donna che contribuì a dare voce alla sua musica. Nel 1976 cantò nei cori di Che calore/Fortunato, il primo 45 giri del cantautore, affiancando Donatella Brighel. L'anno successivo tornò a prestare la propria voce per Terra mia, l'album d'esordio che racchiude brani destinati a diventare immortali, da Napule è a ‘Na tazzulella ‘e cafè. La loro collaborazione proseguì anche molti anni dopo: nel 1991 Dorina partecipò ai cori di Femmena, contenuta nell'album Un uomo in blues. La sua voce attraversò così diverse stagioni della carriera di Pino, accompagnandolo dagli esordi fino a quando il suo linguaggio musicale era ormai diventato inconfondibile.

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Maria Sole Pollio e Massimiliano Caiazzo nel film Je so Pazzo

Ma prima ancora di diventare canzoni da ascoltare alla radio, alcune melodie appartennero soltanto a loro, come piccoli segreti d'amore. Una di queste era Quanno chiove, uno dei brani più celebri di Pino Daniele. A raccontarlo è stato il figlio Alessandro, che in un'intervista a Repubblica nel 2022 ha ricordato come il padre fosse solito arpeggiare quel motivo al telefono quando chiamava Dorina. Era una sorta di "jingle d'amore", una melodia privata che apparteneva alla loro intimità e che, almeno inizialmente, non era destinata a diventare una canzone. A convincere Pino a svilupparla fu il discografico Marcello Totaro, che ne intuì il potenziale e lo spinse a completarla. Quando Dorina scoprì che quella musica, fino ad allora soltanto loro, sarebbe diventata un brano destinato al pubblico, all'inizio si arrabbiò: qualcosa di così personale stava per uscire dalla dimensione privata della coppia. Poi, però, ne fu felice.

Il matrimonio e i figli che entrarono anche nelle canzoni

Pino e Dorina si sposarono il 14 settembre 1977 a Napoli, la città in cui si erano conosciuti e avevano cominciato a condividere la passione per la musica. A quel periodo risale anche l'inizio della loro vita insieme, destinata a intrecciarsi con gli esordi discografici del cantautore e con la nascita dei figli Alessandro e Cristina. La famiglia entrò presto nella musica del cantautore, capace di trasformare emozioni ed esperienze della propria vita in immagini e parole che, attraverso le sue canzoni, arrivavano dritte al pubblico. Nell'album Pino Daniele, pubblicato nel 1979, c'è Ninnanàninnanoè, una canzone dal tono intimo, quasi una ninna nanna, che si apre con le parole "Duorme Nennella mia". È però soprattutto in Putesse essere allero che emerge con particolare tenerezza l'immagine della paternità: "Putesse essere allero cu’ mia figlia ’mbraccia, ca me tocca ’a faccia e nun me fa guarda’" ("Potrei essere felice con mia figlia in braccio, mentre mi tocca il viso e non mi lascia guardare"), canta Pino, evocando tutta la dolcezza di un momento familiare, con la bambina che richiama a sé l'attenzione del padre, interrompendo per un istante il rumore che lo circonda.  Anche il figlio Alessandro avrebbe continuato a mantenere vivo quel legame con la musica e la memoria del padre. Dopo aver lavorato per quindici anni al suo fianco, diventandone il personal manager, ha ricostruito la sua vicenda umana e artistica nel libro Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce. Attraverso i suoi ricordi e le testimonianze delle persone che avevano conosciuto Pino da vicino, riaffiorano così momenti lontani dalla fama: le prove con gli amici, le prime canzoni, gli incontri nella Napoli degli anni Settanta e la presenza di Dorina, che condivise con lui quella stagione in cui il futuro era ancora tutto da immaginare.

La fine della storia d'amore

La storia tra Pino Daniele e Dorina Giangrande si concluse negli anni Novanta. Fu la fine di un matrimonio, ma anche la chiusura di una fase della vita in cui affetti e musica erano cresciuti uno accanto all'altra. Della loro separazione si conoscono pochi dettagli, ma, in quegli stessi anni, la vita del cantautore stava prendendo una nuova direzione: nel 1992, grazie all'amico Massimo Troisi, Pino conobbe Fabiola Sciabbarrasi, allora modella.

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Pino Daniele e Fabiola Sciabbarrasi

A raccontare come nacque il loro legame è stata la stessa Fabiola, spiegando in un'intervista al Corriere della Sera che all'epoca erano entrambi sposati e che, per circa un anno, rimasero amici. Si conobbero poco alla volta, prima che quel rapporto si trasformasse in qualcosa di diverso e li portasse a costruire una nuova famiglia. Nel 2004, infatti, i due si sposarono e insieme ebbero tre figli, Sara, Sofia e Francesco.

In Je so' pazzo, Mariasole Pollio interpreta Dorina

Il 15 ottobre, con l'arrivo al cinema di Je so' pazzo, diretto da Nicola Prosatore e interpretato da Massimiliano Caiazzo, la storia tra Pino Daniele e Dorina Giangrande arriva sullo schermo. A dare volto alla prima moglie del cantautore è Mariasole Pollio, che per prepararsi al ruolo ha scelto di avvicinarsi a Dorina non soltanto attraverso i ricordi legati a Pino, ma ascoltando direttamente la sua storia. In un'intervista a Fanpage.it, l'attrice ha raccontato che, durante un lungo confronto con il regista, Dorina ha condiviso con loro i ricordi più belli della relazione e le ferite che si porta dietro. Un incontro che le ha permesso di andare oltre l'immagine della donna innamorata del musicista, cercando di restituirle una personalità autonoma, con le proprie emozioni e contraddizioni. "Non volevo fosse solo ‘la moglie di‘", ha spiegato Pollio, raccontando di aver voluto rispettare anche i silenzi della donna, nei quali ha riconosciuto una forza particolare. L'attrice ha ricordato anche il loro primo incontro, segnato da un abbraccio spontaneo, e la sensazione di trovarsi davanti a una persona disposta ad aprirsi e a condividere una parte così intima della propria vita.

Tratto dal libro del figlio Alessandro, Pino Daniele. Tutto quello che mi ha dato emozione viene alla luce, il film ripercorre il cammino del cantautore dall'infanzia fino alla consacrazione, passando per il grande concerto del 1981 davanti a circa 200mila persone. Ma, prima dei dischi di successo e delle folle, c'erano una rete di amicizie, una Fiat 500 diretta verso Roma, una chitarra con cui suonare David Bowie e una donna che condivideva con lui quel sogno.

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