Pino Campagna insulta Zelig dopo l’esclusione su Instagram: “Pezzi di m…, comunisti con la Porsche”
A gennaio parlava di amarezza. Nella nostra intervista, realizzata da Massimo Falcioni, non c'erano dubbi: "Abbandonato da Zelig, mi ha fatto male". Adesso Pino Campagna è passato agli insulti. Il comico foggiano, 70 anni, volto di Zelig negli anni Duemila con il personaggio del papi ultrà, ha pubblicato una storia su Instagram mentre il programma era in onda e si è scagliato contro lo show che lo ha reso popolare e che lo ha lasciato fuori dalle celebrazioni per i trent’anni.
Le parole di Pino Campagna nella diretta Instagram
Nessuna premessa, nessun giro di parole. Campagna ha guardato in camera e ha detto: “Zelig, pezzi di merda. Figli di puttana. Merde. Dovete fare una brutta fine, ma veramente brutta. Bastardi. Escrementi umani. Gente senza cuore e comunisti, falsi garibaldini. Comunisti di merda”.
Poi l’affondo sul tenore di vita di chi, a suo dire, predica in un modo e vive in un altro: “Voi che avete parcheggiato le vostre Porsche e Mercedes davanti a Zelig e poi vi reputate comunisti? Avreste dovuto avere una Panda tutta sgangherata. Siete pieni di soldi. Mi avete messo da parte”. Il comico non fa nomi. Il bersaglio resta “Zelig”, inteso come marchio e come gruppo di persone che lo governa.
Dall’intervista a Fanpage.it alla rabbia sui social
Lo sfogo ha un precedente, come abbiamo anticipato. Nei giorni di Zelig 30, l’edizione celebrativa condotta da Claudio Bisio e Vanessa Incontrada su Canale 5, Campagna aveva raccontato la sua delusione a Massimo Falcioni in un’intervista a Fanpage.it. Il registro era un altro: “Zelig purtroppo fa figli e figliastri”, aveva detto, descrivendo la sensazione di essere stato messo al mondo e poi abbandonato in autostrada. E ancora: “Io appartengo alla squadra di Zelig e ho questo brand tatuato nell’anima”.
Chi è Pino Campagna, il papi ultrà di Zelig
Nato a Foggia nel 1955, Campagna arriva a Zelig dopo una lunga gavetta tra cabaret romano, Rai e La sai l’ultima?. Il personaggio che lo consegna al grande pubblico è il padre alle prese con il gergo dei figli adolescenti, costruito con gli autori Paolo Uzzi e Marco Del Conte. Il tormentone “Papi, ci sei? Ce la fai? Sei connesso?” entra nel linguaggio comune di quegli anni.
Il rapporto con il programma si era incrinato già da tempo. Nel 2011 il comico aveva dichiarato: “Zelig ti fa diventare famoso, ti trita e ti spreme fino a quando servi alla loro causa”. La mancata chiamata per il trentennale ha riaperto la ferita. Da Zelig, al momento, non è arrivata alcuna replica.