Pier Silvio Berlusconi, la Cassazione respinge il ricorso del suo ex cuoco: niente maxi risarcimento
La disputa legale tra Pier Silvio Berlusconi e il suo ex chef, Giacomo Canale, è arrivata all'epilogo definitivo. Con un'ordinanza depositata nelle scorse ore, la Corte di Cassazione ha messo la parola fine a un contenzioso milionario che andava avanti da anni, confermando l'infondatezza delle richieste avanzate dall'ex dipendente. Il cuoco dovrà pagare 24 mila euro di spese legali, che andranno tutti in beneficenza.
La decisione della Suprema Corte: ricorso bocciato su tutta la linea
I giudici del Palazzaccio hanno smontato punto per punto le tesi della difesa dell'ex cuoco di Viareggio – che nel frattempo aveva fatto richieste economiche per oltre 680mila euro, comprese le spettanze per straordinari, mancati riposi e presunti danni psicofisici maturati nei circa undici anni di servizio trascorsi tra il castello di Paraggi e le imbarcazioni di famiglia. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili quattro dei cinque motivi di ricorso presentati e infondato il quinto, blindando di fatto la sentenza d'Appello emessa a Genova. A pesare in modo decisivo sulla decisione sono state le stesse ammissioni rese da Canale nel corso dei precedenti gradi di giudizio: l'istruttoria aveva infatti confermato che, per gran parte del rapporto lavorativo, lo chef prestava servizio soltanto quattro giorni alla settimana (dal giovedì alla domenica), lasciando spazio all'alternanza con un'altra collega e garantendo così una turnazione compatibile con il recupero psico-fisico. Senza contare che la retribuzione percepita comprendeva già un'indennità forfettaria pensata proprio per coprire gli straordinari.
24mila euro di spese legali devoluti in beneficenza
Oltre a confermare il rigetto delle pretese economiche, la Suprema Corte ha condannato Canale al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 4.500 euro per quest'ultimo giudizio e a un totale di 24mila euro. Una decisione che, tuttavia, non arricchirà le controparti: secondo quanto trapelato, infatti, tutte le somme recuperate a titolo di spese legali in questa e nelle precedenti fasi del procedimento saranno interamente devolute in beneficenza ad associazioni del territorio di Viareggio, la città toscana dove risiede l'ex dipendente. Si chiude così la storia del cuoco che aveva cercato di ribaltare l'accordo di tfr firmato nel 2019, uscendo definitivamente sconfitto dal duello giudiziario con i vertici di Mediaset.