Perché Stefano De Martino gira concerti e Festival come il Mi Ami: al via lo studio dei cantanti per Sanremo 2027

Il prossimo direttore artistico e presentatore del Festival di Sanremo 2027, Stefano De Martino, sta girando per concerti e festival musicali, probabilmente per farsi un'idea di quello che sta raccontando la musica italiana contemporanea. Sono settimane che girano video in cui si vede De Martino aggirarsi tra il pubblico di concerti e festival: gli ultimi sono stati il live di Mace e alcuni concerti del Mi Ami di Milano, dove ogni anno si esibisce un pezzo importante della scena musicale italiana più o meno indipendente. È evidente che il conduttore vuole mostrare a tutti che sta girando per live, perché ascoltare gli artisti solo su disco è importante, ma Sanremo è anche performance, quindi è fondamentale capire anche quale resa potranno dare sul palco del Teatro Ariston.
De Martino è uno dei conduttori e direttori artistici più giovani della storia del Festival e oggi più che mai è bene che questo dato anagrafico abbia un peso. Negli ultimi anni, soprattutto con Amadeus, Sanremo è stato un palco in grado di dettare tempi e mode o di amplificarle, quantomeno. È riuscito a portare la trap, ma anche a dare la giusta visibilità televisiva a tanti artisti che riempivano palazzetti ma non avevano ancora la fama nazionalpopolare, da Colapesce e Dimartino a Coma_Cose fino a Lucio Corsi e Brunori. De Martino ha il compito di continuare a far sì che Sanremo sia un traino per la musica italiana.

Tra le mani ha il compito di ridare slancio al Festival dopo un'ultima edizione non fortunatissima, con Carlo Conti costretto a fare il pane con la (poca) farina che aveva. Circostanze non fortunate, artisti che hanno preferito saltare un anno, altri che hanno preferito andarci da ospiti, questo 2026 ha regalato qualche spunto, ma non è stato rivoluzionario. A differenza di quello del 2025 che comunque aveva consacrato artisti come Corsi e Olly e dato uno spazio meritato a Brunori Sas, tra gli altri.
De Martino ha deciso di andare a gustarsi oltre ai concerti di Rosalía e Olivia Dean, anche quello di Mace (appena uscito con un singolo insieme a Colapesce e Salmo), mentre al Mi Ami era presente nella serata di venerdì, quando sui diversi palchi si sono esibiti, tra gli altri, Tutti Fenomeni, Rares, Altea, Faccianuvola, Fresh Mula e un'artista come La Niña, il cui nome ha girato nei mesi scorsi e che De Martino volle al suo fianco nella prima edizione di Bar Stella, prima della definitiva consacrazione della cantautrice napoletana con il suo album "Fùresta".
Che De Martino stia studiando e non poco per questo Festival è noto, e questo girare per concerti è indice della voglia di capire come rendere il palco del Festival qualcosa di unico. Forse rientra in questa prospettiva anche l'essere andato ad assistere al saggio dell'Accademia alla Scala. Il Festival ha una forte componente visiva da assecondare e tutto serve a costruire l'immaginario per quello che sarà. Vedere la resa degli artisti sul palco è importante quanto scegliere le canzoni giuste, perché Sanremo non è solo una cosa, un po' come il suo prossimo presentatore che ha fatto di necessità virtù, costruendosi una carriera multiforme. E Sanremo dovrà essere, in tutto e per tutto, lo specchio di ciò che lui è diventato.