Paolo Sorrentino su Zalone: “Non saprei gestire 60 milioni di incasso, preferisco restare sottotono”

Alla conferenza stampa di presentazione de La Grazia, a cui è presente anche Fanpage.it, Paolo Sorrentino ha dimostrato ancora una volta perché il suo punto di vista sullo stato delle cose meriti sempre attenzione.
Tra ironia calibrata e riflessioni mai scontate, il regista premio Oscar ha risposto alle domande dei giornalisti toccando temi che vanno dal cinema popolare alla politica, passando per il suo complesso rapporto con Napoli. Ma una domanda su tutte, per attualità, diventa la notizia: il pensiero di Sorrentino sul fenomeno Checco Zalone.
Il fenomeno Zalone e la scelta di restare "sottotono"
Quando gli hanno chiesto se gli piacerebbe essere Checco Zalone – il cui ultimo film ha già incassato 60 milioni di euro all'8 gennaio – Sorrentino non ha esitato a tracciare una linea netta tra due modi opposti di fare cinema. "A Piper sono felici dei risultati che faccio e forse non saprei nemmeno gestire quel tipo di ritorno. Preferisco rimanere così, un po' sottotono."
Una risposta che svela molto. Non è questione di superiorità, non c'è un cinema alto contro un cinema basso, non è uno strale lanciato a chi è popolare, ma è più consapevolezza dei propri mezzi e dei propri limiti. Dei propri desideri, soprattutto.
La politica come vocazione perduta
Ne La Grazia, Toni Servillo interpreta un presidente della Repubblica che nel semestre bianco deve decidere se firmare o meno la legge sull'eutanasia. Un ruolo che ha permesso a Sorrentino di riflettere sulla figura del politico contemporaneo, o meglio sulla sua assenza.
Sono legato a una figura di politico un po' all'antica, soprattutto a livello di valori, sono un nostalgico. La politica come Vocazione e non come occasione, di sicuro è quello che prediligo e che latita nella classe politica attuale.
Il Napoli e la battuta che chiude ogni discorso a un film
Inevitabile, parlando con Sorrentino, tirare fuori il suo rapporto con Napoli e, in particolare, con la sua squadra del cuore. La domanda su un possibile film dedicato al presidente del club azzurro, Aurelio De Laurentiis, ha scatenato la risposta più fulminante della conferenza: "Non ho alcuna intenzione di fare un film sul presidente del Napoli, né ora né mai. Anche perché vorrebbe produrlo."
Sorrentino conosce De Laurentiis e sa esattamente – nonostante tutto – cosa significherebbe avere il soggetto della propria opera come finanziatore. Un cortocircuito creativo che il regista non ha alcuna intenzione di sperimentare, né adesso né in futuro.