Paola Barale a 60 anni: “Non mi sono mai piaciuta. Mi mancano gli anni di Buona Domenica”

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Paola Barale si racconta in una lunga intervista: dal rapporto con lo specchio, i look che anticiparono le mode, l’amore dopo il matrimonio e quello per Rosita, il suo cane.

Da trent'anni Paola Barale paga di tasca propria truccatori e parrucchieri. Non è un vezzo da diva. È il conto di una guerra combattuta dietro le quinte, quando l'azienda le metteva a disposizione professionisti di scuola televisiva e lei pretendeva gente cresciuta sui set del cinema e nelle sfilate. La risposta fu un aut aut: quelli erano i truccatori di casa, chi voleva altro poteva portarselo, a proprie spese. Lei firmò quel patto e non l'ha più rinnegato. "Queste scelte avvenivano facendo delle grandi lotte, delle battaglie, perché io andavo contro tutti", racconta a Vanity Fair, in una lunga conversazione in cui la showgirl di Fossano passa dallo specchio all'amore, dalla nostalgia per la tv degli anni d'oro a un nuovo progetto per il web che ha per protagonista il suo cane.

Quando i capelli della Barale dettavano la moda

C'è stato un tempo in cui la parola influencer non circolava ancora, eppure bastava che lei cambiasse colore o taglio perché le parrucchiere di mezza Italia si vedessero arrivare clienti con la sua foto in mano. La svolta, ricorda, arrivò quando qualcuno le disse di chiudere con il cerone, con i capelli lunghi e con gli abiti presi in prestito nei negozi di zona: serviva uno stilista vero. La strada portò a Blumarine e Dolce & Gabbana, e lì, parole sue, fece "bingo".

Il look che rivendica con più orgoglio resta quello di Buona Domenica: un'estetica da donna siciliana alla Malèna, calze nere, zeppe verdi e gialle, un reggiseno di colore diverso dall'abito, la pelle lucida per scelta mentre gli studi tv andavano avanti a base opaca. Troppo presto per il pubblico del pomeriggio festivo, tanto che a metà stagione dovette rinunciarvi. Un dettaglio però è sopravvissuto a tutto: "Ancora oggi io mi disegno le lentiggini".

Lo specchio, un rapporto mai risolto

Chi si aspetta una donna pacificata con la propria immagine resterà spiazzato. La Barale confessa di non essersi mai piaciuta e di aver convissuto con un'insicurezza fatta di dettagli concreti: i dieci centimetri in più che avrebbe voluto, un corpo morbido quando lei sognava figure asciutte, sportive, androgine. Dalla quinta di reggiseno è scesa a "una terza scarsa", e dice di non essersi ancora fermata. Poi c'è l'episodio più piccolo dell'intervista, forse il più rivelatore: una signora le porta una vecchia foto dei tempi di Casa Vianello, e lei, davanti a quella ragazza dalle forme piene, prova tenerezza anziché rimpianto.

Testimonial alle soglie dei 60 anni

Proprio chi ha litigato per decenni con il riflesso si ritrova oggi volto di una linea make-up firmata da Roberta Piacente. Quando è arrivata la proposta, ammette, si è commossa: "Ho 59 anni belli suonati, la mia autostima ha fatto la ola!". Il trucco di adesso è diverso da quello delle prime serate: meno colore, più correzione, perché certe proporzioni con gli anni non tornano. Nessun dramma, però. Per lei invecchiare fa parte del percorso, e la sintesi sta in due frasi: "La bellezza cambia con il tempo. La libertà no".

Non è un dettaglio marginale. In un mercato della cosmetica che per anni ha affidato le campagne quasi solo a volti ventenni, la scelta di una showgirl che non nasconde l'età e non promette miracoli dice qualcosa su come stia cambiando il racconto della bellezza femminile oltre i cinquanta.

La nostalgia per la tv di Buona Domenica

Sulla televisione di allora non ha dubbi, tanta nostalgia: "Tantissima, era un'altra tv". L'ultima volta che ha respirato un'aria simile è stata con Citofonare Rai 2, che le ha dato la sensazione di essere tornata in quello studio: "Mancava solo il corpo di ballo e poi c'era tutto". L'esperienza si è chiusa presto, ma lei non la archivia: le cose, dice, a volte si fermano per poi ripartire.

La tv, intanto, non la spegne mai. La guarda di giorno per capire dove si stia spingendo il mezzo, la tiene accesa di notte per addormentarsi con quel brusio di fondo, podcast compresi. Al punto che è Rosita a cambiare lato del letto, e a svegliarla è il silenzio, quando lo schermo si spegne.

L'amore dopo Babbo Natale

Il capitolo sentimentale è quello in cui la Barale abbassa la guardia. "Sono stata fidanzata e sposata dai 16 ai 48 anni", spiega, un arco di tempo in cui il pubblico ricorda soprattutto il matrimonio con Gianni Sperti e la lunga relazione con Raz Degan. Poi la stanchezza: "Alla fine uno smette di credere a Babbo Natale". L'idea di coppia, però, non l'ha mai buttata via. Cerca un uomo che la faccia ridere, con cui partire e lavorare, qualcuno che aggiunga invece di sottrarre. Ammette di essere diventata diffidente e di muoversi con cautela: "Prima di rimettermi un uomo in casa, però, ci penso mille volte". Resa, comunque, nessuna: "Non ho più voglia di accontentarmi".

Rosita, la diva che parla barese

Chi invece in casa ci è entrata senza bisogno di esami è Rosita, arrivata, racconta, con un anno di anticipo rispetto a un periodo molto intenso della sua vita, in cui le ha fatto compagnia. Da quel legame nasce RositaLaBarale, format per il web in cui i ruoli si ribaltano: il cane è la star, lei l'assistente. A dare voce a Rosita è un'amica attrice, e il personaggio parla barese, prova a darsi un contegno e ogni volta crolla. Lei, piemontese di Fossano, finisce dentro situazioni surreali che la riportano alle radici. Dopo trent'anni passati a combattere per il controllo della propria immagine, la Barale ha deciso di cedere la scena. A un cane.

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