Mickey Rourke stronca la raccolta fondi organizzata per sostenerlo: “Non accetto carità, preferirei spararmi”

"Non ho più niente, ma non voglio la carità". È con queste parole che Mickey Rourke ha commentato la raccolta fondi organizzata dalla sua manager per sostenerlo dopo la notizia di uno sfratto a suo danno a causa dei debiti. "È umiliante, sono frustrato e confuso", ha detto l'attore, rivendicando il diritto di farcela da solo.
Il caso della raccolta fondi
Negli ultimi giorni il nome dell'attore è tornato alla ribalta per un'iniziativa che ha scosso l'opinione pubblica: una raccolta fondi su GoFundMe, organizzata dalla sua manager Liya-Joelle Jones per raccogliere decine di migliaia di dollari. L'obiettivo? Evitare lo sfratto e coprire spese urgenti per un'abitazione descritta in condizioni drammatiche, priva di acqua corrente e infestata dalla muffa.
Lo sfogo di Mickey Rourke
Ma Mickey Rourke non ha accolto questo gesto come un atto di generosità. In un video diffuso sui social, l'attore si è mostrato contrariato e fiero, smentendo categoricamente di aver mai autorizzato l'iniziativa. "Sono frustrato e confuso. Non accetto carità. Preferirei spararmi", ha detto. Una reazione netta di chi, nonostante le difficoltà materiali, rifiuta di farsi vedere dal mondo sotto le vesti del bisognoso. Come riportato dal settimanale Chi, dietro la smentita dell'attore resta il ritratto di un uomo fragile ma ostinato. Se da un lato la manager definisce le sue condizioni "drammatiche", parlando di un trasferimento forzato in hotel, dall'altro Rourke rivendica il diritto di contare solo su se stesso. La raccolta aveva già superato i 20.000 dollari, ma l'attore è stato irremovibile: non vuole quei soldi. Il caso riapre una ferita che Hollywood spesso preferisce ignorare: quella dei miti che scivolano silenziosamente verso l'oblio. Mickey Rourke, tuttavia, rifiuta di scivolare via senza combattere.