Malore per Klaus Davi, salta l’ospitata ad Agorà: “Forte affaticamento”, come sta ora il giornalista

Momenti di grande apprensione nella notte a Roma per Klaus Davi. Il giornalista e massmediologo è stato colto da un malore improvviso mentre si trovava in un hotel nel quartiere Prati, a poca distanza dagli studi Rai di via Teulada. L’episodio ha costretto Davi a dare forfait all'appuntamento di questa mattina ad Agorà, il programma condotto da Roberto Inciocchi su Rai3, dove era atteso come ospite.
Il malore in hotel e la diagnosi dei medici
Secondo quanto reso noto attraverso una nota ufficiale, Davi stava pernottando all'Hotel Clodio proprio per essere vicino agli studi televisivi in vista della diretta mattutina. Nella notte, però, le sue condizioni di salute hanno subito un brusco peggioramento che ha richiesto l'intervento dei sanitari. I controlli medici effettuati nelle ore successive hanno evidenziato una condizione di "forte affaticamento fisico" e sbalzi di pressione molto marcati. "Le condizioni sono buone, ma dovrà osservare qualche giorno di riposo assoluto", fanno sapere dal suo entourage. Una spossatezza estrema che sarebbe la conseguenza diretta di settimane di lavoro incessante e ad altissima tensione.
Non è un segreto che Klaus Davi stia vivendo un periodo di attività investigativa particolarmente intensa. Solo pochi giorni fa, il giornalista aveva fatto scalpore per una serie di faccia a faccia durissimi: aveva incalzato nella sua abitazione il boss Demetrio Latella, condannato all'ergastolo per l'omicidio di Cristina Mazzotti, dopo aver fatto lo stesso con Giuseppe Calabrò, detto "Dutturicchiu". Un lavoro condotto spesso in solitaria e in contesti difficili, che avrebbe determinato uno stato di stress psicofisico non più sostenibile per l'organismo.
Il precedente di maggio: il collasso in Calabria
Il malore di questa notte accende nuovamente i riflettori sulla salute del giornalista, già messa a dura prova meno di un anno fa. Era il 12 maggio 2025 quando Klaus Davi venne ricoverato d'urgenza all'ospedale di Polistena, in provincia di Reggio Calabria. In quell'occasione, il giornalista aveva perso i sensi sul lungomare di San Ferdinando mentre stava registrando un servizio sulla ‘ndrangheta. Anche allora si parlò di un "codice rosso" causato da una pressione arteriosa schizzata a livelli di guardia.