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Mahmood: “Nel mio documentario anche verità scomode, per me è stato terapeutico”

Alla Festa del Cinema di Roma, Mahmood ha presentato il documentario che racconta la sua storia. Per lui è stato terapeutico rivelare anche “cose un po’ più scomode” che lo riguardano.
A cura di Daniela Seclì
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Mahmood ha presentato alla Festa del Cinema di Roma il documentario che porta il suo nome e racconta la sua storia, realizzato da Giorgio Testi. Il progetto arriverà nelle sale dal 17 ottobre e sarà disponibile su Prime Video dal 15 novembre: "Non sono mai stato tanto bravo a parlare di me, forse anche per questo ho iniziato a scrivere canzoni".

Non un omaggio alla sua carriera, ma un racconto sincero

Mahmood, durante la conferenza stampa di presentazione del docufilm, ha spiegato di essersi posto l'obiettivo di raccontare solo la verità. Come riporta Ansa, il cantante ha dichiarato: "Quando decidi di fare un docufilm sulla tua vita e sul tuo percorso devi essere sincero e raccontare anche cose un po' più scomode, come ho fatto rispetto al rapporto con mio padre. Si è rivelato un viaggio molto utile anche per me". Il documentario, infatti, si sarebbe rivelato terapeutico per lui:

Io, a volte, per non pensare ai miei problemi cerco di offuscare i ricordi del passato. Il documentario in questo senso è stato terapeutico, mi ha aiutato a mettere dei puntini su certi momenti… certo ora li conoscono pure gli altri. […] Volevo che il docufilm fosse l'antitesi di una celebrazione, di un premio alla carriera. Anche perché vedermi passare dalla pineta in Sardegna, dove cucino le salsicce insieme alla mia famiglia, alle prove nei camerini di Londra non corrisponde al ritratto di una superstar che spacca tutto. Non volevo fosse un racconto pomposo, ma che fosse in rilievo il lato più umano di questo percorso, la trasformazione che porta in me la musica. Volevo mostrare come sono fatto realmente.

E ha concluso: "Grazie a questo documentario ho potuto spiegare lati e aspetti del mio carattere che con la musica non sono sempre così chiari d'istinto. […] Per arrivare a un obiettivo non esistono scappatoie, non ci si deve fermare davanti alle porte in faccia".

Il documentario Mahmood

Il docufilm Mahmood ripercorre la storia dell'artista, tramite filmini di famiglia, i racconti di amici, colleghi e parenti e alcune delle tappe più significative della sua carriera come il concerto al Bataclan di Parigi o le performance a Londra e a Madrid. Non mancano volti noti come Blanco, Carmen Consoli e Dardust, ma anche il racconto intimo del rapporto burrascoso con il padre e le parole della madre: "Si mostrava sempre come un bambino felice, ho scoperto poi che esprimeva il suo malessere nelle canzoni".

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