Louis Garrel e il razzismo sulla figlia adottiva Oumy: “In Italia, più che in Francia, è un inferno”

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Louis Garrel è stato ospite del podcast francese Aura e ha parlato con la giornalista Audrey Crespo-Mara del razzismo che ancora travolge la figlia diciassettenne Oumy, adottata nel 2009 con l’ex compagna Valeria Bruni Tedeschi. “Mi ha detto: ‘Tu non puoi capire. Penso ogni giorno al fatto che sono nera’. E in Italia per lei è un vero inferno, peggio che in Francia”.

Louis Garrel è stato ospite del podcast francese Aura e ha parlato con la giornalista Audrey Crespo-Mara del razzismo che ancora travolge la figlia diciassettenne Oumy, adottata nel 2009 con l'ex compagna Valeria Bruni Tedeschi. "Mi ha detto: ‘Tu non puoi capire. Penso ogni giorno al fatto che sono nera'. E in Italia per lei è un vero inferno, peggio che in Francia".

Oumy Bruni Garrel: "Ho desiderato di essere bianca"

Oumy Bruni Garrel ne aveva già parlato in occasione dell'uscita del suo primo film da protagonista, Neneh Superstar di Ramzi Ben Sliman. Durante la promozione, raccontò di essere cresciuta in una famiglia in cui entrambi i genitori sono bianchi, mentre lei è nera. Disse di aver ricevuto fin da bambina domande dai compagni come "perché sei nera?" oppure "non sono i tuoi veri genitori". Raccontò anche che questa situazione aveva avuto un impatto sulla percezione che aveva di sé e che, in alcuni momenti, aveva desiderato essere bianca.

La ragazza, di origini senegalesi, è stata adottata quando aveva quattro mesi e poi, crescendo, ha seguito le orme dei genitori: dopo aver debuttato ne I villeggianti (2019), diretto dalla madre, e in La Crociata (2021) diretto dal padre, nel 2023 ha interpretato il primo ruolo da protagonista.

L'Italia peggio della Francia: l'amarezza di un padre impotente

In questi giorni, dopo tre anni da quel momento, Audrey Crespo-Mara ha voluto chiedere a Louis Garrel come andassero le cose e se la figlia Oumy vivesse tutt'altra situazione a quasi 18 anni. Ma l'attore le ha spiegato che purtroppo non è cambiato nulla: "Siamo tentati di dire “va tutto bene” perché ci sentiamo in colpa, soprattutto come genitori. Ci diciamo “comunque, le cose sono un po' migliorate”, ma la realtà sembra essere invariata. "Oumy si trova continuamente a dover affrontare sguardi e atteggiamenti razzisti. Si tratta di piccole cose: una sensazione, un'atmosfera", ha proseguito, specificando che la situazione in Italia è nettamente peggiore rispetto a quella in Francia: "È un inferno. Oumy parla benissimo l'italiano, lo ha studiato al liceo. Ma la gente in Italia le risponde solo in inglese, e questo la fa impazzire. In Italia sono ancora più distanti dalla realtà di quanto lo siamo noi". La frequenza con la quale la ragazza viene nel nostro Paese è derivata dalle origini di sua mamma Valeria Bruni Tedeschi, con la quale condivide non solo la passione per il cinema.

Il caso di Paola Egonu e la reazione di Salvini

Paola Egonu ha portato il tema del razzismo in Italia sul palco di Sanremo. In conferenza stampa, prima del festival, l'atleta ha risposto a una domanda dicendo che "L'Italia è un paese razzista, ma non tutti sono razzisti o tutti cattivi, ma se mi chiedete se c'è razzismo la risposta è sì" e ancora: "L'Italia sta migliorando da questo punto di vista e non voglio fare la vittima, ma dico come stanno le cose". Le sue parole non andarono giù a Matteo Salvini, che ritenne ingiusta la generalizzazione e qualificò come un'offesa agli italiani un'esternazione così "inopportuna".

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Myriam Fatime Sylla e Paola Ogechi Egonu

Balotelli, Sylla e Kyenge: il razzismo nello sport e nella politica

Si accoda a una lunga lista di personaggi colpiti da razzismo sul campo, in senso anche calcistico, Mario Balotelli, che ha dovuto fronteggiare insulti razzisti dentro e fuori dagli stadi italiani. Nel suo caso, non soltanto l'insulto per il colore della pelle, ma la messa in discussione della sua stessa italianità. Era il 2019, durante la partita Verona-Brescia, quando Balotelli reagì a cori razzisti provenienti dagli spalti: "Li ho sentiti dal campo", raccontò successivamente, spiegando di non aver accusato l'intera tifoseria ma le persone responsabili dei cori.

Anche Myriam Sylla ha raccontato pubblicamente la propria esperienza. La pallavolista azzurra, nata a Palermo da genitori ivoriani, ha più volte parlato del rapporto con le proprie origini e delle discriminazioni incontrate nel corso della vita. Bruno Vespa finì nel mirino delle polemiche dopo aver definito lei ed Egonu "brave, nere e italiane".

Per non parlare di Cécile Kyenge, quando nel 2013 diventò ministra dell'Integrazione, prima donna nera a ricoprire un incarico ministeriale nella storia della Repubblica italiana, e fu destinataria di una serie di attacchi e insulti a sfondo razzista. Nonostante lei stessa prese distanza dal voler etichettare l'Italia come un Paese razzista, la sua vicenda mostrò come il problema non riguardasse soltanto la strada, la scuola o lo sport, ma potesse entrare anche nelle istituzioni e nel dibattito politico.

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