Lele Mora ricoverato per un ictus: “Mi hanno strappato alla morte, se sono qui lo devo a Dio”

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Lele Mora è ricoverato al Policlino Umberto I di Roma per un ictus, che lo ha colpito circa due settimane fa. L’ex agente dei vip sta cercando di avvicinarsi alla sua famiglia in Veneto.

Lele Mora è ricoverato da circa due settimane al Policlinico Umberto I di Roma, a causa di un ictus che lo ha colpito mentre si trovava in tournée per uno spettacolo a teatro. La notizia non è stata resa nota dalla famiglia, in accordo con l'ex agente dei vip, che ha preferito ritagliarsi del tempo per sé dopo l'accaduto.

Il malore a teatro, l'ictus e il desiderio di avvicinarsi alla famiglia

A raccogliere le parole di Lele Mora è il quotidiano Il Messaggero, a cui il noto volto dello spettacolo racconta anche le ore prima del suo malore. Si trovava a L'Aquila, per uno spettacolo al teatro San Filippo, già prima di salire sul palco non si era sentito bene, ma per non deludere chi aveva acquistato il biglietto per vederlo, rendendo la data sold out, aveva deciso di non rimandare lo spettacolo. Alla testata, però, racconta: "Il giorno dopo sarei dovuto tornare dalla mia famiglia a Verona, passando per Roma. Sul treno per la Capitale sono svenuto. Poi il buio totale, sono rimasto in terapia intensiva al Policlinico Umberto I per cinque giorni". Al suo fianco ci sono la figlia Diana e don Felice, il sacerdote che ha conosciuto nella comunità Exodus di don Mazzi dove ha scontato la sua pena di sei anni dopo i processi per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta: "Mi hanno strappato alla morte. Se sono ancora qui lo devo solo a Dio" dice Mora.

Dopo l'accaduto ci sarà una lunga riabilitazione, ci sarà bisogno di almeno due mesi: "So di essere stato fortunato, di prove nella vita ne ho affrontate tante, questa è la più difficile" dice. Il suo obiettivo, ad oggi, è quello di riprendersi seppur in maniera graduale, per poter stare affianco ai suoi familiari: "Voglio lottare per l'affetto che devo ai miei due figli e ai nipoti, vivo per loro". È per questa ragione, infatti, che sta cercando di farsi trasferire dal Policlinico Umberto I di Roma in una struttura più vicina alla sua famiglia, a Verona, sebbene ci siano state finora parecchie difficoltà nel trovare un posto in Veneto.

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