La vedova di Alvaro Vitali contro la targa in memoria dell’attore, l’amico: “Nessuno le ha chiesto soldi”

Una targa affissa nel quartiere di Trastevere, a Roma, di fronte al portone dell’appartamento in cui Alvaro Vitali è nato e cresciuto, ha scatenato una diatriba tra Stefania Corona, vedova dell’attore, e Claudio Di Napoli, l’amico che si è occupato della realizzazione della targa commemorativa. Intervistata dal settimanale Nuovo, la donna accusa Di Napoli di aver installato la targa in memoria dell’indimenticabile interprete di Pierino, scomparso il 24 giugno 2025 a 75 anni, senza chiedere i permessi necessari al Comune di Roma che adesso potrebbe richiederle il pagamento di una sanzione. “Al momento pare che i vigili abbiano capito il malinteso e vogliano sanzionare il vero responsabile”, tuona la donna che si dichiara disposta a rivolgersi al tribunale per chiarire l’accaduto.
Di Napoli, amico di Alvaro Vitali: “Iniziativa condivisa con le sorelle e il figlio dell’attore”
A Fanpage.it, invece, Di Napoli ha raccontato un’altra versione della vicenda. “La targa era un desiderio di Alvaro, era stato proprio lui a chiedermelo prima della morte”, ha dichiarato il regista, ribadendo quanto già affermato in un’intervista rilasciata pochi giorni dopo la scomparsa dell’attore. “Dal punto di vista tecnico, sono stati l’amministratore del condominio e i familiari – il figlio, le sorelle e i nipoti di Alvaro – ad autorizzarci”. Di Napoli ha aggiunto che, contrariamente a quanto sostenuto dalla vedova, Corona si era inizialmente detta interessata a partecipare alla cerimonia di commemorazione per poi decidere di non presenziare. “Mi ha scritto per dirmi che avrebbe voluto partecipare, poi ha preferito non presentarsi”, ha spiegato.
Chi avrebbe dovuto autorizzare la targa in memoria di Alvaro Vitali
Di Napoli sostiene di non aver avuto bisogno dell’autorizzazione del Comune, avendo ricevuto quella dell’assemblea condominiale. Ma la normativa in casi come questo è chiara: per essere affissa sul muro esterno di un edificio, una targa deve essere autorizzata dall’amministratore e dall’assemblea condominiale e, se l’immobile si trova in una zona soggetta a vincoli urbanistici, storici o artistici, o se è visibile dalla strada pubblica, può essere necessario anche il nulla osta paesaggistico rilasciato dal Comune, sebbene questo vari a seconda dell’amministrazione.
Di Napoli sottolinea che sulla targa è riportato chiaramente che è stata da lui realizzata e si dichiara sorpreso dal fatto che il Comune di Roma voglia sanzionare la vedova dell’attore invece del promotore dell’iniziativa. “Con quella casa Stefania Corona non c’entra niente, trattandosi della casa di infanzia di Alvaro. Nessuno del Comune può averle chiesto soldi”, ha affermato, spiegando che lo stesso amministratore del condominio si starebbe occupando dei documenti relativi all’autorizzazione. Infine, Di Napoli si è detto disposto a pagare personalmente l’eventuale sanzione legata all’affissione della targa, qualora fosse prevista.