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Jonathan Bailey e il coming out: “Mai avrei rinunciato a stare in pubblico col mio fidanzato, pur rischiando il lavoro”

Jonathan Bailey ha raccontato di aver avuto ben chiaro sin dagli inizi della carriera che l’omosessualità sarebbe potuta essere un limite. Ma l’attore ha sempre rivendicato il diritto di stare in pubblico col suo fidanzato, correndo il rischio di perdere ipotetiche occasioni di lavoro.
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Jonathan Bailey, ormai uno dei volti più amati tra cinema e serie tv, diventato famoso per il ruolo di Anthony Bridgerton nella famosa saga Netflix firmata da Shonda Rhimes, è stato ospite della prima edizione degli Elton John Impact Awards. Ed è proprio conversando con la pop star che ha parlato della sua omosessualità e del suo coming out.

La recitazione e la possibilità di essere sinceri

L'attore racconta di aver subito la pressione di dover nascondere la sua natura, ma di aver capito allo stesso tempo di non voler rinunciare a una parte di sé per questione lavorative. A proposito del suo lavoro, infatti, ha rivelato che per certi aspetti è stato salvifico poter interpretare dei personaggi, gli ha permesso paradossalmente di essere sincero:

Credo ci siano tantissime sfumature. In un certo senso, sento di essere stato in grado di conoscermi a fondo fin da giovanissimo e la mia base è la fiducia in me stesso. Poi, ovviamente, ti ritrovi a dover fare i conti con storie e narrazioni che sono tipo ragnatele. E più mi avvicinavo a loro, più scoprivo la recitazione. E credo che il motivo per cui mi sono innamorato della recitazione sia che, per la prima volta, in un mondo in cui devi in qualche modo adattare il tuo linguaggio ed essere ipervigile su ciò che dici e su come appari, soprattutto ai tuoi coetanei, per capire se interpreteranno qualcosa che dici o il modo in cui lo dici come un’indicazione della tua sessualità, ricevere una sceneggiatura e poter effettivamente scegliere la cosa giusta da fare ed essere sincero è stata una sensazione davvero fantastica.

Il rischio di perdere occasioni di lavoro dopo il coming out

La recitazione è diventata un lavoro Bailey non nasconde i timori provati all'inizio nell'essere limitato dalla sua omosessualità: "Ero ben consapevole delle possibilità e dei limiti degli attori queer, di cosa ciò significasse per il pubblico e come si ripercuotesse sul mondo del cinema e della televisione. Quindi sì, credo che quando avevo poco più di vent’anni, ci fosse la netta consapevolezza che essere gay sarebbe stato un ostacolo". E a questo proposito ha però aggiunto un ulteriore considerazione:

Non avrei mai rinunciato a tenere per mano il mio fidanzato in strada, era un sentimento che sentivo nel profondo, quasi istintivamente. E ovviamente, se questo avesse significato compromettere le mie opportunità di lavoro, ero disposto a correre il rischio

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