Giorgio Locatelli taglia i capelli: distrutto il mito del “sex symbol” di Masterchef
Ci sono elementi estetici che nel racconto televisivo smettono di essere semplici dettagli per diventare veri e propri segni distintivi, pezzi di brand personale costruiti a beneficio d'inquadratura. Nel caso di Giorgio Locatelli, quel dettaglio era senza dubbio la chioma: un volume di ricci brizzolati portati con disinvoltura, capaci di regalargli quell'aria da amante del gusto, insieme elegante e informale. Per questo la trasformazione mostrata nelle ultime ore sui social con testa completamente rasata, giacca scura e coltello da chef in pugno ha l'effetto di un piccolo corto circuito visivo.
Non si tratta infatti solo di un colpo di forbici drastico, ma della demolizione programmata dell'iconografia che lo ha accompagnato per anni in TV. Ai microfoni di FQMagazine, lo chef stellato ha liquidato la faccenda con la consueta sobrietà: "Spero che nessuno pensi che tutto dipenda dai capelli. Però è vero, ogni tanto bisogna avere il coraggio di cambiare". Un'affermazione che suona quasi come una sfida verso chi ha sempre legato la sua figura alla perfezione formale del suo aspetto.
I ricci come codice narrativo a MasterChef
Per comprendere l'impatto di questa scelta bisogna tornare al suo ingresso nella giuria di Masterchef Italia. Fin dal suo debutto, Locatelli ha occupato una casella ben precisa all'interno del trio dei giudici, posizionandosi esattamente all'opposto della burbera imponenza di Antonino Cannavacciuolo e del rigore di Bruno Barbieri. Locatelli era il gentleman d'oltremanica, il cavaliere ironico, l'uomo dal fascino discreto che ammaliava la masterclass senza mai alzare la voce. I suoi ricci argentati non erano solo un'acconciatura, ma un vero e proprio strumento di regia. La produzione del talent di Sky ha giocato a lungo con il suo appeal: i montaggi indugiavano sugli sguardi rapiti delle concorrenti, le battute a doppio senso si sprecavano e le clip venivano spesso confezionate per evidenziare il contrasto tra l'asprezza della competizione culinaria e la sua innata classe. Locatelli ha sempre accettato il gioco con autoironia, consapevole che quella cifra stilistica contribuiva a renderlo il "sex symbol" rassicurante della cucina italiana in TV.
La reazione dei social
Togliere di mezzo quel tratto distintivo significa quindi spiazzare il pubblico e riscrivere le regole del gioco. Sui social le reazioni si sono divise immediatamente: da chi lo ha definito "quasi irriconoscibile" a chi ne ha ironizzato la somiglianza con Giorgio Panariello, fino a chi ha sottolineato come il nuovo taglio continui comunque a restituire l'immagine di un uomo dal fascino magnetico. Ma al netto dei commenti, la tempistica di questa trasformazione non appare casuale. Il cambio radicale arriva infatti a poche settimane dal suo debutto come nuovo giudice di Celebrity MasterChef UK, un palcoscenico dove lo chef gioca in casa dal punto di vista professionale, data la sua storica presenza a Londra con la Locanda Locatelli, ma in cui si presenta con un'identità visiva del tutto inedita per la TV generalista.
C'è un filo conduttore chiaro nella scelta di Locatelli: la volontà di sottrarsi al rischio della macchietta. Nella televisione contemporanea, dove i personaggi tendono a rimanere prigionieri dei propri stilemi visivi per paura di perdere riconoscibilità, rasarsi a zero a sessant'anni suonati è un atto di libertà. Significa comunicare che la credibilità di uno chef e la presenza scenica di un volto televisivo non risiedono nella cornice, ma nella sostanza. Oggi lo chef costringe tutti a guardare oltre la chioma, puntando direttamente al contenuto. Una scommessa visiva e professionale che dimostra come, anche fuori dai fornelli, la capacità di rinnovarsi rimanga l'ingrediente più difficile da gestire.