Eredità Emilio Fede, le figlie Simona e Sveva in tribunale: Villa Lucia al centro della contesa

Continua la battaglie legale tra Simona e Sveva Fede per il patrimonio del padre. Il noto giornalista, morto nel settembre del 2025 all'età di 94 anni, ha lasciato un'eredità milionaria composta da ville, conti correnti, cassette di sicurezza e gioielli. L'udienza è fissata per il prossimo 7 dicembre: le due sorelle si ritroveranno davanti al tribunale di Roma, Filippo Steidl, chiamato a prendere una decisione. Il vero simbolo della contesa è Villa Lucia, spettacolare dimora storica affacciata sul Golfo di Napoli, che Simona Fede sostiene di non aver potuto utilizzare nonostante il testamento della madre le riconoscesse un comodato d'uso.
Secondo Repubblica, il giorno dell'udienza il giudice sarà chiamato a stabilire se la strada indicata dalla procura di Roma debba essere confermata oppure se le accuse mosse da Simona alla sorella meritino altri approfondimenti. Non ci sarà ancora un processo. La primogenita Simona Fede chiede che la sorella venga processata: sostiene che abbia progressivamente assunto il controllo del patrimonio familiare e contesta movimenti per 450mila euro dai conti correnti di Diana De Feo, oltre a chiedere di fare luce su gioielli, argenteria e opere d'arte per un valore stimato di circa 400mila euro. Sveva Fede ha sempre respinto le accuse e anche la procura di Roma inizialmente aveva archiviato la vicenda al termine delle indagini. "Non è più mia sorella", aveva dichiarato la minore di casa Fede in un'intervista a La Repubblica.
Al centro delle contestazioni c'è il testamento che Diana De Feo aveva redatto nel 2019. Simona sostiene che una serie di operazioni successive avrebbero alterato l'assetto patrimoniale voluto dalla madre. In questo quadro pesa anche lo stato di salute del padre negli ultimi anni di vita. Nelle carte citate dal quotidiano comparirebbero accertamenti e sopralluoghi che descrivono le difficoltà dell'ex direttore del Tg4 nel ricostruire con esattezza la propria posizione economica. Per Simona è un tassello decisivo a sostegno delle accuse.