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È morto Luciano Manzalini, la metà del duo comico dei Gemelli Ruggeri: la malattia e l’ictus un anno fa

È morto Luciano Manzalini, aveva appena compiuto 74. La causa del decesso avvenuto ieri pomeriggio nella clinica Villa Paola è una malattia che da tempo lo aveva messo a dura prova: “Quasi un anno fa aveva avuto un ictus, purtroppo, ed era ricoverato”, ha dichiarato Eraldo Turra, che con lui formava lo storico duo dei Gemelli Ruggeri. “Addio amico mio”, il suo ultimo saluto.
A cura di Eleonora D'Amore
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A sinistra Luciano Manzalini, a destra Eraldo Turra
A sinistra Luciano Manzalini, a destra Eraldo Turra

È morto Luciano Manzalini, aveva appena compiuto 74. La causa del decesso avvenuto ieri pomeriggio nella clinica Villa Paola è una malattia che da tempo lo aveva messo a dura prova: "Quasi un anno fa aveva avuto un ictus, purtroppo, ed era ricoverato", ha dichiarato Eraldo Turra, che con lui formava lo storico duo dei Gemelli Ruggeri. Addio amico mio”, il suo ultimo saluto.

Il loro umorismo surreale ha attraversato gli anni Ottanta, partendo dal Gran Pavese Varietà e arrivando fino agli anni Duemila nella tv commerciale. Con loro, alcuni dei volti comici più significativi di quel momento: da Patrizio Roversi a Siusi Blady, da Freak Antoni a Vito. Manzalini rispetto Turra era conosciuto come "lo smilzo" dei Gemelli Ruggeri.

Da sinistra: Eraldo Turra, Vito e Luciano Manzalini
Da sinistra: Eraldo Turra, Vito e Luciano Manzalini

La consacrazione sul piccolo schermo arriva con i Mixerabili all’interno del programma di Gianni Minà su RaiDue, successivamente si accorge di loro Antonio Ricci e li porta a Drive In (1983) e Lupo Solitario (1987), dove lanciano due improbabili corrispondenti della televisione di Stato di Croda, un immaginario paese dell’Europa Orientale che si esprimevano in un geniale grammelot dell’Est.

Una grande epopea, ci divertivamo moltissimo”, ha ricordato Turra. Altre trasmissioni tv li videro in prima linea, a partire da Quelli che il calcio da metà anni 90 ai primi duemila per poi passare a Colorado cafè, contenitore di comicità per eccellenza della rete giovane Mediaset subito dopo Zelig.

Tanto teatro, una quarta parete mai abbandonata con la sua metà Eraldo Turra, che oggi è costernato: “Luciano era una persona schiva, ma non si può dire che non amasse stare sotto i riflettori. Aveva uno sguardo ironico sulla vita, capace di guardare le cose in modo diverso, un’ironia profonda un po’ alla Stanlio e Olio. E questo mi mancherà moltissimo".

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