Festival di Sanremo 2026

Dargen D’Amico nel mirino del Codacons per pubblicità occulta: la risposta del cantante sul fiore indossato sul palco

Dargen D’Amico è il primo cantante di Sanremo 2026 a finire nel mirino del Codacons per presunta pubblicità occulta. Il motivo è legato ai punti del Fantasanremo e agli sponsor del gioco. Ieri sera il cantante avrebbe indossato una gerbera arancione, la stessa pubblicizzata dal marchio Aperol. La risposta in conferenza a Sanremo: “”Non c’era un logo, nessun brand, io non ho alcun contratto con Aperol, che non mi piace nemmeno”.
A cura di Eleonora D'Amore
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Dargen D’Amico è il primo cantante di Sanremo 2026 ad aprire il tema della pubblicità occulta. Una denuncia del Codacons, che presentato un esposto all’Agcom, chiede di “aprire una indagine e sanzionare l’artista”. Il motivo è legato ai punti del Fantasanremo e agli sponsor del gioco. Ieri sera il cantante avrebbe indossato una gerbera arancione pubblicizzata dal marchio Aperol.

Secondo il regolamento del Fantasanremo, assegna un bonus da 10 punti ‘ai cantanti che indossano o portano sul palco un fiore arancione: "E che si tratti di un messaggio pubblicitario lo confermano le stesse pagine social di Aperol Italia, azienda che in queste ore sta sponsorizzando su Instagram lo stesso fiore indossato ieri dal cantante, una gerbera arancione, richiamando inoltre proprio l’esibizione di ieri di D’Amico", scrive il Codacons.

La risposta di Dargen D'Amico: "Non ho accordi e non mi piace"

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La risposta arriva dal cantante in conferenza stampa: "Non c'era un logo, nessun brand, io non ho alcun contratto con Aperol. Io non ho nessun accordo con loro, non mi piace neanche, e state facendo pubblicità a un'azienda privata che sfrutta queste occasioni per trovare risalto". E ancora: "Immagino che i fiori diventino proprietà privata delle aziende, non sapevo fosse già così, mi dispiace di aver dato l'immagine sbagliata di uno che beve Aperol, che è decisamente una bevanda molto distante da me".

La polemica per la foto della Polizia di Stato modificata con AI

Da qui, il discorso si è allargato con una riflessione su tutta la stampa online: "Capisco che l'ANSA ha fatto girare una foto della polizia di Stato falsificata con l'intelligenza artificiale legandola agli scontri di Torino". In sala stampa ovviamente c'era una giornalista dell'ANSA che ha spiegato l'errore riconducendolo alla pubblicazione della Polizia di Stato e non al loro sito. Immediata la reazione di Dargen D'Amico: "Ma se la Polizia di Stato decide di pubblicare una notizia falsa, la pubblicate senza verificarla? È la migliore pubblicità che potevate fare alla mia canzone" (che si intitola Ai Ai appunto, ndr).

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