Carla Bruni ammette di non aver superato totalmente le sue dipendenze: “È una malattia legata all’anima”

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Carla Bruni racconta le sue dipendenze dal fumo e dell’alcol, dicendo di non esserne uscita del tutto. L’ex modella sostiene che questa sia una malattia legata fortemente al proprio stato d’animo, ragion per cui è più difficile uscirne in maniera netta.

Carla Bruni si è aperta, nuovamente, sul tema delle dipendenze, che sono state particolarmente segnanti per un certo periodo della sua vita. L'ex modella si è raccontata nel libro della cantante Elisa Tovati, dove racconta i motivi che l'hanno portata ad allontanarsi dagli eccessi, sebbene ammette di aver avuto delle ricadute sottolineando come sia un aspetto legato prevalentemente al proprio stato d'animo.

Le dipendenze a cui si fa riferimento sono quelle dal fumo e dall'alcol, iniziate in giovane età, quando diceva di aver consumato eccessive quantità di zucchero, poi sostituite proprio con gli alcolici. È stato però nel periodo in cui era all'apice del suo successo come modella che la sua dipendenza si è acuita sempre di più: "Per molto tempo, la dipendenza dal tabacco e dall’alcol è stata un vero e proprio sostegno per me" ha raccontato Bruni, che ha riconosciuto com quella che sembrava una consuetudine imposta dalla socialità era diventata qualcosa di decisamente più ingombrante: "Mi permetteva di anestetizzare certe emozioni, certi dolori, e di andare avanti. Per quanto possa mascherarsi da piacere, la dipendenza ha qualcosa di morboso che non si può ignorare" dichiara candidamente l'ex first lady francese.

Il primo passo in avanti che le ha permesso di allontanarsi gradualmente da alcol e fumo è stata una promessa fatta a sua figlia, Giulia Sarkozy, la quale le ha chiesto di non bere per un anno. Una sfida che lei ha accettato e che sarebbe stata ancora più difficile se non ci fosse stato il sostegno di suo marito, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy. Parlando della sua dipendenza durante il periodo in cui di trovava all'Eliseo, Bruni dichiara che fosse diminuita, perché suo marito è stato in grado di sostenerla: "Ha placato quell’angoscia che mi portavo dentro da tempo" ha dichiarato, ammettendo che pur non essendo un luogo distensivo, l'Eliseo è stato per lei fonte di estrema sicurezza. Eppure, nonostante i passi avanti, liberarsi delle proprie dipendenze non è un percorso semplice e immediato: "L'unica vera cura è l'astinenza, la sobrietà" e aggiunge: "Non ne sono ancora uscita del tutto, perché questa malattia non dipende dalle circostanze esterne, ma dal proprio stato d’animo". Il motivo per cui, ad oggi, cerca di trattenersi è essenzialmente per i suoi figli.

Parole che assumono ancor più rilevanza se si pensa alle dichiarazioni fatte durante l'intervista a Belve del 2024. In quell'occasione aveva parlato del bere come una sua fragilità, che sua sorella Valeria Bruni Tedeschi era solita riproporre anche nei suoi film in cui prendeva ispirazione dalle vicende familiari, ferendola terribilmente, ma anche per quanto detto sulla capacità di fermarsi: "Certe persone possono bere un bicchierino di vino e basta. Io non ho limite. L’alcool è fatto per le persone che hanno la moderazione, io non ho la moderazione, non è nata con me".

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