Bruno Vespa in Rai per altre tre stagioni, ma il Pd aspetta le scuse dopo la sfuriata a Provenzano

La sfuriata di Bruno Vespa nei confronti di Beppe Provenzano, responsabile Esteri del Pd, ospite della puntata di Porta a Porta di giovedì 9 aprile, è ancora argomento di dibattito non solo tra le fila del Partito Democratico che ha ritenuto inaccettabile un comportamento simile, ma anche nei corridoi della Rai, dove pare che l'ad Giampaolo Rossi non possa intervenire come vorrebbe, anche nei confronti dell'ex direttore del Tg1, per il rapporto che lega il giornalista alla premier Meloni. Intanto, il programma di seconda serata di Rai1 è stato rinnovato per altre tre stagioni, il che potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio per la Rai.
La replica di Bruno Vespa ai commenti del PD
A ricostruire i malumori del Pd, oltre alle dichiarazioni emerse a seguito dello spiacevole episodio che si è verificato in tv la scorsa sera, è il quotidiano Domani. Ad accendere ancor di più gli animi dell'opposizione, che ha chiesto a gran voce le scuse da parte del giornalista, che ha palesemente perso le staffe dopo la battuta di Provenzano che lo invitava ad accomodarsi accanto agli esponenti della destra, è stata la replica dello stesso Vespa che ha scritto:
Comprendo perfettamente il disagio dei componenti del Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d'oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l'onorevole Provenzano rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale.
Secondo alcuni esponenti della maggioranza, ad esempio, da parte del Partito Democratico ci sarebbe la presunta volontà di "epurare Vespa", e c'è anche chi ha aggiunto: "A forza di andare su La7 la sinistra si è abituata e ritiene che sia normale interrompere".
Vespa rinnovato in Rai per altre tre stagioni
Nel frattempo ad avere sempre più difficoltà, stando a quanto riportato da Domani, è l'amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi. Pur volendo intervenire in qualche modo, come tra l'altro gli è stato richiesto dagli esponenti della Vigilanza, l'ad non riesce ad arginare le intemperie del giornalista per il rapporto che ha con la Presidente del Consiglio e, infatti, la nota diffusa da Vespa è stata tutt'altro che chiarificatrice, ma ha aizzato ancor di più gli esponenti del Partito Democratico, tanto che si sarebbe fatta avanti l'ipotesi di "boicottare in futuro il salotto televisivo", sempre che Vespa non decida di scusarsi pubblicamente, cosa che non sembrerebbe intenzionato a fare. Nel frattempo Bruno Vespa naviga in acque sicure, il suo contratto è stato rinnovato per altre tre stagioni, quindi tornerà la formula Cinque Minuti e tre serate settimanali di Porta a Porta, con la possibilità che nel 2028 l'appuntamento in seconda serata possa scendere di un giorno. Eppure, secondo Domani, Vespa non si sentirebbe valorizzato dall'azienda: la firma del contratto è stata a dir poco faticosa, arrivata a Natale e pare non ci sia stato verso di affidargli un ciclo di approfondimento come lui avrebbe voluto.
Porta a Porta necessaria in vista della campagna elettorale
Un programma come Porta a Porta, infatti, nell'anno in cui si avvicinano le elezioni è intoccabile. Lo sa bene il governo che, quindi, non vuole scardinare un porto sicuro dall'informazione Rai, perché sarebbe il salotto in cui seguire l'evoluzione della campagna elettorale, ma è chiaro che l'azienda non possa non tener conto del possibile ricasco. Bruno Vespa è ormai sempre più noto per le sfuriate, le invettive e gli scatti d'ira che, però, potrebbero essere un'arma a doppio taglio per il servizio pubblico, la cui credibilità verrebbe minata.