Belen Rodriguez risponde alle critiche sulle labbra rifatte: “Nessuno le gonfia, le vorrei meno carnose”
L’esposizione mediatica, per le donne del mondo dello spettacolo, passa ancora attraverso un microscopio puntato sul loro corpo. L’ultimo episodio ha coinvolto Belen Rodriguez, finita bersaglio di alcuni commenti negativi a margine di un video condiviso su Instagram in cui mostrava la sua routine di bellezza. A far discutere non sono stati i prodotti consigliati, ma il suo aspetto fisico, e in particolare la forma della sua bocca: "Queste labbra sono inguardabili, che strane", hanno scritto diversi utenti accusandola di aver ceduto a ritocchi estetici eccessivi.
La conduttrice ha deciso di intervenire, rivelando anche una sua personale insicurezza: "La mia bocca è così, nessuno la gonfia. Anzi se potessi decidere la vorrei meno carnosa, ma baciarla ne vale l'esuberanza". Una precisazione a cui è seguito un messaggio a chi le domandava se avesse timore di invecchiare: "Paura? Zero. Anzi, ogni giorno che passa, ogni giorno che invecchio per me è una benedizione di Dio, vuol dire che sono viva. Prendersi cura della pelle non vuol dire temere il tempo, ma amarsi".
Il tabù del tempo: il precedente di Chiara Ferragni e Licia Colò
La presa di posizione di Belen si inserisce in un dibattito sempre più acceso sul diritto di invecchiare senza dover chiedere scusa. Solo pochi giorni fa, anche Chiara Ferragni aveva risposto a chi le faceva notare di essere "ingrassata e invecchiata": "Sto invecchiando? Sì. Ma voglio abbracciare chi sono realmente: sono una donna di 39 anni, ho due figli e finalmente una relazione sana".
Ma se per figure come Belen o Ferragni il giudizio si focalizza su labbra, peso e trattamenti di bellezza, per altre professioniste della televisione il passare degli anni viene trasformato direttamente in una colpa professionale. È il caso recente di Licia Colò, finita sotto attacco per la promozione di un evento e bersagliata da frasi come "Sei vecchia, vai in pensione". Un episodio che la conduttrice ha denunciato pubblicamente, riaprendo la discussione su quello che la sociologia definisce gender ageism: quel doppio standard per cui le rughe e i capelli grigi in un uomo sono sintomo di fascino e autorevolezza, mentre in una donna vengono letti come un "decadimento" inaccettabile.
Il cortocircuito della perfezione a tutti i costi
Il caso di Belen Rodriguez mette in luce una trappola culturale sottile e pervasiva. Alle donne del sistema mediatico viene richiesta un'eterna giovinezza, ma al contempo viene condannato qualsiasi tentativo, reale o presunto, di ricorrere alla medicina estetica per preservarla. Se usi i filler sei "finta e sfigurata", se mostri i segni del tempo sei "vecchia e finita". Il fatto che personalità diverse scelgano di rispondere per le rime segna un punto di non ritorno: la narrazione della perfezione a tutti i costi sta crollando sotto i colpi di chi rivendica il proprio corpo, con le sue caratteristiche naturali e il normale scorrere degli anni.