Barbara D’Urso non deve ringraziare Michele Carfora per la sua carriera, ciò che dice l’ex marito è infondato

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Michele Carfora cancella con un colpo di spugna la gavetta che Barbara D’Urso ha fatto sin dagli anni ’70 e si prende il merito della carriera della conduttrice. Sono trascorsi 28 anni dal divorzio, ma l’attore si dilunga sul matrimonio finito con toni che lasciano trasparire un certo livore. Non fa nulla per togliersi di dosso l’etichetta di “ex marito di”. Forse dovrebbe chiedersi chi, tra lui e Barbara D’Urso, abbia davvero acceso un riflettore sull’altro.

Michele Carfora è convinto che Barbara D'Urso abbia avuto successo per merito suo. L'attore ha dichiarato che l'ex moglie, prima di finire sui giornali per la loro relazione, fosse conosciuta come la valletta di Pippo Baudo. Ma la verità è un'altra, la conduttrice e attuale giudice di Ballando con le stelle aveva già alle spalle una lunghissima gavetta e nel 2000 era un volto riconosciuto del mondo dello spettacolo.

Prima di entrare nei dettagli, una doverosa precisazione. In questa sede non ci occuperemo di stabilire chi dei due abbia costruito la carriera più luminosa perché, a parere di chi scrive, tutti i percorsi professionali hanno pari dignità e Carfora ha un'innegabile e solida carriera teatrale alle spalle.

Michele Carfora spara a zero su Barbara D'Urso

Partiamo dalle dichiarazioni rilasciate dall'attore al Corriere della Sera. L'uomo sostiene che nel 2000, quando iniziò la relazione tra lui e Barbara D'Urso, i giornali di gossip concessero ampio spazio alla loro coppia e, grazie alla popolarità acquisita, la conduttrice fu chiamata a condurre il suo primo Grande Fratello: "All’epoca non c’erano i social, le copertine funzionavano e nel momento in cui finivi sulla bocca della gente diventavi improvvisamente famoso". Carfora non ha dubbi: "Se ha avuto una carriera deve ringraziare il sottoscritto, fino ad allora non aveva avuto successo, in tv era stata la valletta di Pippo Baudo a Domenica In".

In realtà, nel 2000, Barbara D'Urso era già un volto affermato del mondo dello spettacolo. Sin dalla fine degli anni '70 aveva costruito tassello dopo tassello una carriera nella conduzione e, soprattutto, nella fiction. Era stata al timone di vari eventi Rai come il Festival di Castrocaro o Telethon e di trasmissioni come Mattina in famiglia e Mezzogiorno in famiglia. Al cinema aveva preso parte a film come Blues metropolitano di Salvatore Piscicelli, Vogliamoci troppo bene di Francesco Salvi, Romanzo di un giovane povero di Ettore Scola, Il manoscritto di Van Hecken di Nicola De Rinaldo e tanti altri. E poi, tantissima fiction, tra cui il film e la serie tv La Dottoressa Giò. E tutto questo ben prima di conoscere Michele Carfora.

L'ex marito di Barbara D'Urso ignora la gavetta dell'attrice e conduttrice

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La relazione con l'attore è iniziata nel 2000. Carfora sostiene che dopo un anno di copertine, chiamarono Barbara D'Urso a condurre il Grande Fratello. In realtà, il reality le è stato affidato solo nel 2003. Insomma, se la popolarità ottenuta grazie al gossip fosse stata davvero rilevante, la proposta sarebbe arrivata molto prima. Ma D'Urso raccolse il testimone di Daria Bignardi principalmente perché Mediaset intendeva tracciare un nuovo percorso per il reality, passando da esperimento sociologico a show televisivo. E puntare su Barbara D'Urso fu la scelta giusta. La conduttrice non solo riuscì a imprimere al GF un'impronta del tutto personale, ma diventò uno dei volti rappresentativi dell'azienda, lavorando instancabilmente. Se la sua carriera fosse stata fondata sulla presunta popolarità ottenuta dal gossip, D'Urso sarebbe sparita dai radar pochi mesi dopo.

I meccanismi televisivi raramente funzionano come sostiene Carfora. Se un personaggio si trova insistentemente al centro del gossip è più probabile che venga riciclato in qualche reality come concorrente, che venga sfruttato per una stagione e poi accantonato. Raramente gli si affida la conduzione di un programma così seguito. Peraltro lui stesso ammette, in un altro passaggio dell'intervista, che le sue vicende private con Barbara D'Urso lo danneggiarono sul lavoro.

Insomma, dichiarare che Barbara D'Urso fosse "la valletta di Pippo Baudo" e che la sua carriera sia esplosa per merito suo, significa cancellare con un colpo di spugna la gavetta che l'attuale giudice di Ballando con le stelle ha innegabilmente fatto. È come se Stefano De Martino si considerasse l'artefice del successo di Belén Rodriguez.

Per concludere, una riflessione. Sono trascorsi 28 anni dal divorzio, ma Michele Carfora si dilunga sul matrimonio finito con Barbara D'Urso con toni che lasciano trasparire un certo livore. Nonostante una prestigiosa carriera da attore teatrale, non fa nulla per togliersi di dosso l'etichetta di "ex marito di". Forse dovrebbe chiedersi chi, tra lui e Barbara D'Urso, abbia davvero acceso un riflettore sull'altro.

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