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Auro Bulbarelli, chi è il telecronista della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi

Per anni voce del ciclismo, la passione per il biliardo, la direzione di Rai Sport, poi il neo della gaffe che gli fa perdere la cerimonia di apertura delle Olimpiadi e porta al disastro Petrecca. Chi è Auro Bulbarelli, che con la cerimonia di chiusura di Milano Cortina 2026 è pronto a rifarsi.
A cura di Andrea Parrella
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Alla fine sarà Auro Bulbarelli a commentare la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il giornalista, escluso poco prima dell'evento inaugurale per via della sua gaffe sulla presenza di Mattarella, racconterà l'epilogo dei giochi che si terrà all'Arena di Verona. Lo farà assieme alla soprano Cecilia Gasdia,  soprano italiano e attuale Sovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena di Verona.

Bulbarelli è tra le firme più note del giornalismo sportivo Rai, avendo ricoperto nel corso degli anni anche la carica di direttore della testata. È nato a Mantova, il 20 settembre 1970, figlio del giornalista Rino Bulbarelli, mostrando subito una propensione per televisione con la partecipazione al programma Doppio Slalom, come concorrente, ancora giovanissimo, nel 19877.

L'ingresso in Rai

Due anni dopo inizia il suo percorso professionale, seguendo il Giro d'Italia come collaboratore della Gazzetta dello Sport. Alcuni anni dopo viene poi assunto in Rai, occupandosi inizialmente di cronaca nera, prima di essere trasferito allo sport nel 1996. Oltre ad arricchire la sua competenza in fatto di ciclismo, si occupa anche di altre discipline, dal calcio alla Formula 1, passando per il biliardo che ha praticato anche a livello agonistico, partecipando anche ai campionati europei.

Il ciclismo e la direzione di Rai Sport

Nel 1998 arriva un momento importante, visto che il ritorno del Giro d'Italia sulle reti Rai dopo cinque anni permette a Bulbarelli di raccontare la competizione ciclistica come inviato telecronista. Negli anni successivi commenterà poi altre corse come la Vuelta, il Tour de France, fino a diventare la prima voce del ciclismo dal 2001, sostituendo Adriano De Zan.

La carriera di Bulbarelli evolve ancora negli anni successivi, quando viene nominato vicedirettore di Rai Sport. Una carica che lo costringe ad abbandonare il ruolo di voce del ciclismo dopo 12 anni, sostituito da Francesco Pancani. Passano dieci anni e il giornalista viene incaricato alla direzione della testata, mandato che dura dal 27 novembre 2018 al 18 novembre 2021. 

La gaffe con Mattarella e il caso della cerimonia di apertura

Con le Olimpiadi del 2026 arriva quindi l'incarico di raccontare la cerimonia di apertura da Milano, ma pochi giorni prima dell'evento, durante la conferenza stampa, il giornalista si lascia scappare un'anticipazione sul contenuto dell'evento legata alla partecipazione del Presidente della Repubblica. Un errore che Bulbarelli paga a caro prezzo, perché le immediate proteste, anche dal Quirinale, portano all'immediata decisione di sollevarlo dal ruolo. Da qui si produrrà il disastro Petrecca, con l'ormai ex direttore che si auto-assegna il ruolo di telecronista, dando vita a un disastro che avrà eco internazionale e che lo costringerà alle dimissioni. Bulbarelli, con la cerimonia di chiusura di domenica 22 febbraio, può riscattarsi.

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