Alfonso Signorini resta al timone di Chi: “Rimane il direttore editoriale”

Alfonso Signorini resta il direttore editoriale del settimanale Chi. A confermarlo a Fanpage.it è Massimo Borgnis, direttore responsabile della celebre rivista edita da Mondadori. Il giornalista, rimasto suo malgrado coinvolto in quello che è stato ribattezzato il “Signorini Gate”, manterrà la sua carica in attesa che la vicenda venga chiarita nelle sedi competenti. Pochi giorni fa, attraverso i suoi legali, Signorini aveva fatto sapere di aver scelto di autospendersi da Mediaset, un’iniziativa presa apparentemente di comune accordo con l’azienda che trasmette il Grande Fratello.
Alfonso Signorini direttore editoriale di Chi dal 2017 (al timone del giornale dal 2006)
Signorini ha ricoperto il ruolo di direttore responsabile del settimanale Chi dal 2006 al marzo 2023, data in cui ha lasciato la direzione nelle mani del successore Borgnis, mantenendo tuttavia il ruolo di direttore editoriale. Fanpage.it ha appreso oggi che la pausa televisiva annunciata dal conduttore e giornalista non coinciderà con quella relativa al suo incarico in Mondadori.
Alfonso Signorini non condurrà la prossima edizione del GF Vip
La temporanea uscita di Signorini da Mediaset, avvenuta apparentemente di comune accordo con l’azienda, è coincisa con lo scoppio del caso che lo ha travolto circa tre settimane fa, con le accuse lanciate da Fabrizio Corona attraverso Falsissimo. L’ex re dei paparazzi, mostrando una serie di chat private attribuite a Signorini e al 23enne Antonio Medugno, ex concorrente del GF Vip, ha accusato il giornalista di aver messo in piedi una sorta di sistema volto ad allacciare relazioni sentimentali con alcuni dei concorrenti del reality.
Tali accuse sono state immediatamente respinte da Signorini, che ha denunciato Corona per revenge porn. Dopo la denuncia di Medugno, anche Signorini è finito nel registro degli indagati. I reati contestati al giornalista dagli avvocati di Medugno sono violenza sessuale ed estorsione. Secondo quanto riferito dalla pm Letizia Mannella a Fanpage.it, l’iscrizione nel registro degli indagati rappresenterebbe “un atto dovuto”.