
Alessandro Cattelan è stato annunciato come nuovo giudice del Serale di Amici, in partenza da sabato 21 marzo, in prima serata su Canale5. Un cambio di "funzione televisiva" (sebbene sia già stato giudice di un talent, Italia's Got Talent su Disney+) piuttosto netto davanti al quale nasce spontanea una riflessione. Per anni il conduttore è stato raccontato come il "predestinato" della Tv italiana e il suo trasferimento da Sky a Rai sembrava il passaggio definitivo verso il palco più ambito d'Italia, il Festival di Sanremo. Anche quest'anno invece non è andata come molti immaginavano: a prendere in mano il timone della kermesse è stato Stefano De Martino, volto "fresco" della tv generalista entrato sin da subito nel cuore degli italiani.
Il passaggio di Cattelan a Mediaset, e soprattutto il suo approdo ad Amici in qualità di giudice, può essere letto in modi diversi. Non è solo l'ennesimo cambio di rete, ma un cambio di ruolo che segna sia un ridimensionamento rispetto alle aspettative che lo vedevano predestinato per il Festival, sia un ritorno a un contesto che può soltanto garantirgli visibilità e continuità. Di fatto perde la sua centralità autoriale per entrare a far parte di un programma già scritto e consolidato, guidato da Maria De Filippi. Dopo essere diventato volto di X Factor per Sky Uno, e successivamente del suo E poi c'è Cattelan, che aveva rafforzato la sua immagine, il conduttore milanese è passato in Rai nel 2021: sembrava il candidato ideale per rinnovare il linguaggio della tv generalista, ma i suoi primi progetti, come Da Grande, in prima serata su Rai1, non hanno ottenuto il riscontro atteso. Stesso discorso per Stasera C'è Cattelan su Rai 2, interrotto e mai più tornato in onda, neanche in seconda serata. L'esperienza come conduttore del DopoFestival a Sanremo 2025 sembrava essere l'antipasto del vero salto verso la conduzione e la direzione artistica della kermesse. Ma, visto l'epilogo, è stata un'illusione.

Forse perché il linguaggio di Cattelan è costruito molto sull'ironia, ispirato a modelli internazionali da late show, che si scontra con le esigenze della tv generalista – che cerca più fluidità ed empatia – e si allontana dal tipo di "conduttore pop" che il pubblico oggi premia. Proprio come gli disse Antonella Clerici in maniera chiara durante l'intervista per il podcast, e nella recente frecciatina a È sempre mezzogiorno: "Bisogna sporcarsi di sugo per fare tv popolare". Cattelan ha provato a cambiare il racconto televisivo, ma il passaggio a Mediaset sembra voler sottolineare l'incompatibilità tra il suo linguaggio e il "sistema" della Tv generalista. Ha accettato, quindi, il consiglio di Antonella Clerici per parlare in maniera più pop? Il talent di Canale 5 potrebbe essere sicuramente il luogo giusto.