Alberto Angela col vestito di Star Wars Lucca Comics: la mossa per conquistare il pubblico lontano dalla tv
La sorpresa di ieri al Lucca Comics & Games è stata Alberto Angela. La manifestazione è stata teatro di un blitz fuori programma che ha visto protagonista il divulgatore, il quale si è mimetizzato all'interno della tradizionale parata dedicata all'universo di Star Wars, sfilando per le vie del centro storico di Lucca sotto le sembianze, l'armatura e il casco integralista del Mandaloriano, uno dei personaggi simbolo della saga. Il tutto è accaduto sul palcoscenico del Teatro del Giglio, dove Angela, al termine del percorso con la truppa di cosplayer, ha rimosso il casco svelando la propria identità tra lo stupore e il plauso del pubblico presente.
Dalla galassia lontana alla Roma di Giulio Cesare
L'incursione in maschera non è stata una semplice trovata goliardica, ma il preludio all'impegno ufficiale che ha portato Angela alla kermesse lucchese: la presentazione del suo nuovo saggio storico, Cesare. La conquista dell'eternità, dedicato alla parabola politica e umana di Giulio Cesare: "Sono qui per parlare di Cesare, mi occupo di storia, ma mi piace divertirmi", ha dichiarato a margine del disvelamento sul palco.
La mossa di Angela: ingaggiare il pubblico slegato dalla TV
Al di là del valore di colore della notizia, l'operazione rivela una precisa intuizione strategica. Partecipare da protagonista a un evento come Lucca Comics in maschera significa compiere un passo deliberato verso una platea che, per età e abitudini di consumo mediale, è tendenzialmente poco incline a fruire della piattaforma televisiva tradizionale che ha reso Angela una superstar del servizio pubblico.
In questo senso, l'apparizione nei panni del Mandaloriano si legge a tutti gli effetti come un'operazione leggerezza, una mossa di marketing editoriale estremamente efficace. Rifiutando la postura solenne della divulgazione di scuola classica, Angela comprende che per parlare a chi la Rai la frequenta poco o niente occorre abitarne direttamente gli spazi e i codici di riferimento.
Il travestimento pop va così oltre la dimensione del semplice divertimento per trasformarsi in un grimaldello di posizionamento: un modo per estendere la portata del proprio personal brand e del nuovo saggio storico ben oltre il perimetro rassicurante della prima serata di Rai 1.