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Alba Parietti: “I no ai miliardi di Berlusconi e a James Bond. Ora sogno una serie sulla mia famiglia”

Alba Parietti si racconta a Fanpage.it: “Ci vuole un bel coraggio a rinunciare ai contratti milionari che mi avevano proposto all’epoca, ma questa è la vita che ho voluto”. Il futuro: “Spero vada presto in onda Non sono una signora e sogno di produrre una serie tv sulla mia famiglia”.
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Alba Parietti è stata showgirl quando questa parola significava davvero qualcosa. Mille e più talenti, il suo fascino è immutato: Alba Parietti racconta a Fanpage.it di quando ha rifiutato un'offerta da Silvio Berlusconi di "nove miliardi di vecchie lire". Beppe Caschetto ha raccontato che rifiutò persino una parte da protagonista in James Bond: "Rinunciare a certi soldi, quando non li avevamo né io né Caschetto, è stato forte. Forse sono stata una cialtrona, ma non potevo essere diversa da quello che sono stata". A maggio dovrebbe andare in onda su Rai2 Non sono una signora, adattamento italiano del format Make Up Your Mind, che celebra e racconta il mondo delle drag queen. Forse per scaramanzia, visto i diversi slittamenti, Alba Parietti ne parla quasi sottovoce. Una cosa è certa: "Penso che tutto si possa dire di questo programma ma non che non rispetti la sensibilità di qualsiasi spettatore si metta davanti alla tv, dal più piccolo al più grande". 

Non sono una signora. A maggio in onda? 

Non voglio dare una data perché non abbiamo ancora nessun tipo di ufficialità. Quando la Rai pianificherà ufficialmente le interviste e la comunicazione, ne potremmo parlare.

Del programma, però, possiamo parlare. 

Credo di aver fatto un buon prodotto. Abbiamo rispettato il format che ci era stato proposto, un format internazionale che abbiamo anche alleggerito e trattato con grande delicatezza. Penso che tutto si possa dire di questo programma ma non che non rispetti la sensibilità di qualsiasi spettatore si metta davanti alla tv, dal più piccolo al più grande.

Ecco, lei parla giustamente di sensibilità eppure il programma racconta un mondo che è stato sdoganato ben prima di questi anni 2020.

È un’arte millenaria, antica, risale a quando alle donne non era permesso recitare e allora gli uomini si esibivano en travesti. Il mondo delle drag queen è un mondo colorato, artistico e divertente. Essere una drag queen non implica nulla rispetto ai gusti sessuali. È un gioco di interpretazioni. È capitato a tutti, magari, di imitare un’artista della propria esistenza, pensiamo a una canzone come I will survive di Gloria Gaynor.

Una foto ufficiale di "Non sono una signora", programma inedito con Alba Parietti.
Una foto ufficiale di "Non sono una signora", programma inedito con Alba Parietti.

I compagni di viaggio di quest’avventura?

Un grande cast. In giuria ci sono le drag queen Elektra Bionic, Vanessa Van Cartier e Maruska Starr. Ci sono quattro ospiti fissi che sono Mara Maionchi, Filippo Magnini, Sabrina Salerno e Cristina D’Avena. Nell’ultima puntata c’è stata una straordinaria Amanda Lear. Le assicuro che è stato fatto un lavoro enorme, ci hanno tutti messo l’anima.

Lei ha fatto tanta televisione in anni dove non c’era altro che la televisione. Cosa è cambiato? 

Basta guardare solo gli sketch di Sandra e Raimondo e vedere quello che Vianello diceva alla Mondaini che è altro che quello che diciamo noi. Pensiamo anche a quello che diceva Roberto Benigni. Secondo me, questo politicamente corretto all’eccesso ci ha tolto tanta fantasia e tanta allegria.

C’è qualcuno che le piace di scorretto? 

Ho visto lo spettacolo di Angelo Duro. Capisco che sia considerato un estremista e un talebano, in un certo senso, però ci vuole anche coraggio a liberare certi luoghi comuni e a descrivere tutto ciò che in realtà siamo davvero quando non siamo davanti a una telecamera o quando sentiamo di non riuscire a parlare più liberamente. È tutta roba che toglie naturalezza, toglie umorismo, toglie un’abitudine al bello della vita.

In riferimento al suo rifiuto al film di James Bond, Beppe Caschetto ha detto di lei che era molto fragile. Non si direbbe. 

Intanto, mi faccia dire che io a Beppe voglio molto bene. Poi, sì, è vero che ho un aspetto di fragilità come tutti gli artisti che sono in gioco durante la vita. Allo stesso tempo, ci vuole un bel coraggio a rinunciare ai contratti milionari che mi avevano proposto all’epoca.

Tipo?

Berlusconi mi aveva offerto nove miliardi delle vecchie lire per andare a Mediaset e dissi di no. Su James Bond, è vero che non ho voluto studiare l’inglese per avere la parte, che era da protagonista e non una particina. È vero che ho dedicato più tempo a me stessa e alla mia vita. Forse sono stata una cialtrona, per certi versi. Non ho mai voluto rinunciare però alla certezza della mia quotidianità per una carriera che poteva essere mille volte più importante.

Forse è arrivato il successo troppo presto? 

Il successo quando ti arriva così presto, un po’ ti limita. Prevederebbe che tu concentrassi tutto solo sul lavoro. Io preferivo vivere, ecco. Non volevo rinunciare nemmeno alle vacanze, per dire. Certo, se avessi fatto il film di James Bond si sarebbero aperte nuove possibilità. Rifiutare un contratto da nove miliardi di lire, in un periodo dove i soldi non ce li avevo né io né Caschetto, è stato forte. Ma non potevo essere diversa da quello che sono stata.

Ancora oggi è cosi?

Sì, perché mi sento comunque molto preparata. So di saper fare bene il mio lavoro, ma per il mio lavoro non sono disposta a rinunciare a niente. Questa è la vita che ho voluto.

Tra i primi successi in tv c’è stato Galagoal, la trasmissione sportiva di Telemontecarlo. Com’è cambiato il mestiere della giornalista sportiva? 

Ho mollato completamente l’argomento.

Non segue più il calcio? 

Non lo seguo più perché non mi interessa più avere un riferimento in quel mondo.

Cosa guarda? 

Tantissime serie televisive e, infatti, mi piacerebbe farne una.

Come attrice?

No, vorrei produrre e sceneggiare il mio libro, quello della storia della mia famiglia.

Sta parlando di “Da qui non se ne va nessuno”? 

Sì. È un racconto in prima persona attraverso i diari della mia famiglia, dentro c’è tutto il Novecento italiano. Tre storie molto diverse, quello di mio zio, in manicomio per tutta la vita; quello di mio padre, partigiano; di mia madre, complessa e intelligente, di estrazione nobile, vicina ai Savoia. È una storia bellissima, una saga familiare che spero di poter raccontare. È in questo momento il sogno della mia vita.

Alba Parietti con Fabio Adami.
Alba Parietti con Fabio Adami.

Con Fabio Adami ha trovato l’amore. 

Sono felice, finalmente. Il mondo è pieno di gente infelice che non sopporta la felicità degli altri. Spero di aver fatto contento qualcuno.

Anche suo figlio, Francesco, ha trovato la felicità che cercava. 

Sembrerebbe proprio di sì, ma ha senso che io parli solo della mia, non perché io non credo nella sua – anzi, mi sembrano davvero molto felici – però preferisco sia lui a parlare della sua vita quando vuole farlo.

Lasciamoci con l’attualità: ha visto la vignetta del Fatto Quotidiano

Mi sembra ci sia una stoccata non da poco. L'ho vista condivisa da Giorgia Meloni e ho fatto anche molta fatica a capirla. Ci sono questioni personali che preferirei non commentare.

Il tema è quello della polemica sulla ‘sostituzione etnica' chiamata in causa dal ministro Lollobrigida per incentivare la natalità.

Sulle dichiarazioni di Lollobrigida, penso sia importante stimolare le nuove generazioni a fare in modo che le nascite non siano in calo. Ma per questo ci vogliono almeno vent’anni. Allo stato attuale, guardando cinicamente ai nostri interessi, abbiamo bisogno di gente che oggi crei una classe di lavoratori che siano in grado di integrarsi, pagare le tasse nel nostro paese, pagarci le pensioni. Ci serve perché ci sono lavori che nessuno vuol fare, molti di questi sono anche lavori inadatti alle donne.

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