Stefano Massini sulla chiusura di Riserva Indiana: “Una presa di posizione, non sono stato informato”

Anche Riserva Indiana, il programma condotto da Stefano Massini su Rai3, non vedrà la luce nella prossima stagione televisiva. È una notizia delle ultime ore, che si somma a quella della chiusura di programmi che avevano reso la terza rete uno degli ultimi baluardi della cultura in tv. Invece, a poche settimane dalla presentazione dei Palinsesti 2026/2027 arriva una falce a tagliare dei veri e propri fiori all'occhiello del Servizio Pubblico. Ai microfoni di Fanpage, il drammaturgo toscano racconta di non essere stato avvertito di questo taglio in palinsesto, visti anche i successi raccolti dal programma: "Non c'è nemmeno più la rabbia, solo lo sconforto" commenta.
Si aggiunge anche il contenitore del preserale di Rai3 a quelli che sono stati lasciati fuori nella programmazione Rai del prossimo anno. Nessuna spiegazione, nessuna avvisaglia per un programma che, come Riserva Indiana, era partito come un progetto sperimentale e da dieci puntate è arrivato a registrarne settanta, sintomo del fatto che al pubblico lo spazio di musica, dialogo e cultura condotto da Stefano Massini piaceva e non poco. Ma la scelta dai piani alti della Rai è stata un'altra: "C'è poco da aggiungere, la cosa è abbastanza esplicita anche da sola. C'è una durissima presa di posizione politica, non sono stato nemmeno informato, chiamato, ho subito questa cosa" dice Massini. Il drammaturgo e scrittore toscano continua parlando di quei nomi che sono passati nel suo programma e che si sono sentiti a casa:
Ho scritto un post su Instagram in cui ho scritto tutti i cantanti che hanno preso parte a Riserva Indiana, che va da Gianni Morandi, Roberto Vecchioni, Mannoia, Achille Lauro, Lucio Corsi, Ermal Meta, i più amati anche dai più giovani come Nayt, Fabri Fibra, ci sono tutte le forme possibili di cantautorato, compresi artisti che non la vedono come me. Enrico Ruggeri non ha mai fatto mistero di avere idee diverse dalle mie, scrisse un post sui social in cui disse che non aveva mai trovato un'apertura e una disponibilità, disse che gli era stato consentito di dire qualunque cosa.
Ce ne sarebbero stati altri di ospiti, conversazioni a cui il pubblico, ormai, non potrà assistere: "Abbiamo una lista lunghissima di cantautori grandi che erano pronti a venire ospiti da noi e che adesso non avranno più questa possibilità. Non c'è nemmeno più la rabbia, c'è lo sconforto".
"La politica ha chiesto la chiusura del programma"
Da settimane sono più fonti a riportare la voce che la richiesta di chiudere il programma sia stata piuttosto esplicita. Una richiesta che arriva dalla politica. D'altra parte, qualora questa voce dovesse trovare conferma, non è la prima volta che Massini subisce un chiaro attacco politico. Lo scorso anno, il Teatro della Toscana di cui è direttore, è stato declassato non figurando più come teatro nazionale e avendo così meno fondi per realizzare nuovi progetti. In quell'occasione dichiarò: "Ho reagito continuando a fare il mio lavoro, accogliendo 2500 persone che si sono iscritte alle mie scuole popolari di scrittura in questi mesi, che gli spettacoli a teatro fanno sold out. Sono dati e questo segna la distanza da qualsiasi altra cosa."