Silvana Giacobini sul caso Signorini: “Merita rispetto, nelle accuse di Corona non rivedo l’Alfonso che conosco”

Silvana Giacobini ha detto la sua sulla vicenda che ha travolto Alfonso Signorini. In alcune puntate di Falsissimo, che non sono più disponibili su YouTube, Fabrizio Corona ha diffuso le chat private dell'ex conduttore del Grande Fratello Vip e lo ha accusato di avere usato la sua posizione di potere per agevolare alcune relazioni personali. Gli avvocati di Signorini hanno parlato di diffamazione da parte di Corona, che con il suo tribunale social non avrebbe rispettato la dignità del loro assistito.
Silvana Giacobini difende Alfonso Signorini. In un'intervista rilasciata a La Stampa, la giornalista è tornata con la mente a quando fu fondato il settimanale Chi. Inizialmente il nome scelto per la rivista era "Ecco", ma a lei non piaceva proprio. Preferiva "Chi". Il destino fu dalla sua parte perché Rizzoli lanciò un altro settimanale chiamandolo proprio "Ecco": "Fu un flop". Così, nacque Chi. La redazione era quella del settimanale Noi, che doveva essere ricollocata dopo la chiusura: "Dalla cronaca si trovarono tutti a fare glamour". E in quella redazione c'era anche Alfonso Signorini. Di lui, Silvana Giacobini ha detto:
Un ottimo giornalista, si è sempre comportato in maniera corretta. Per questo mi è dispiaciuto molto vederlo coinvolto nelle accuse di Fabrizio Corona: non vi riconosco l’Alfonso con cui ho lavorato per tanti anni. Ognuno merita rispetto.
La notte in cui Alberto Sordi bussò alla sua stanza. Silvana Giacobini ha anche raccontato un aneddoto del suo passato. Alberto Sordi la corteggiò. Una sera si ritrovarono in una villa a Spoleto. Tra gli ospiti c'era anche Monica Vitti. Il noto attore avrebbe iniziato a corteggiare la giornalista in modo "garbato". Una corte che sarebbe diventata "meno discreta quando a notte fonda prese a bussare alla porta della mia stanza, chiedendomi di entrare". Silvana Giacobili fece finta di dormire:
L'indomani a colazione pensavo che – offeso per la figuraccia – non mi avrebbe salutata, invece con gran signorilità s'inchinò e con un baciamano mi scostò la sedia per farmi accomodare a tavola.