Shaila Gatta: “Umiliata da Signorini e molestata da uomini potenti. Le foto con Alvise? Un altro trauma”

Quando abbiamo incontrato Shaila Gatta per registrare questa intervista, la prima cosa che ci ha colpito è stata la presenza costante del suo agente al suo fianco. Non con l’atteggiamento della diva che pretende un seguito, ma con quello di una donna di circa 30 anni che sembra aver bisogno di uno scudo. Come se avesse paura: delle domande, delle reazioni altrui, di trovarsi di nuovo in un campo aperto e sconosciuto senza protezione.
Dopo il Grande Fratello, la sicurezza della ballerina di Striscia la notizia ha lasciato il posto a una vulnerabilità nuda, che lei non nasconde più. In questa conversazione con Fanpage.it, l'ex Velina rompe il silenzio sulla diagnosi di depressione post-traumatica, sugli abusi subiti a 15 anni e su un sistema televisivo che, a suo dire, l'avrebbe umiliata anziché tutelarla.
Sei reduce dalla vicenda accaduta nello studio de La volta buona e dalle foto con Alvise Rigo che sarebbero state mostrate a tua insaputa. Vuoi chiarire cos’è accaduto?
La mia reazione in studio è stata reale. Vivo lontano da Milano proprio perché ho scelto di prendere le distanze da alcune dinamiche e di evitare il più possibile di essere fotografata e mettere in piazza il mio privato. Quando ho visto quelle foto, che sono state scattate sotto casa mia, sono rimasta scioccata perché non mi aspettavo di essere stata ripresa. La mia è stata una reazione di imbarazzo. Mi chiedevo solo come avessero fatto i fotografi ad arrivare fin sotto casa. Non sapevo che se ne sarebbe parlato in trasmissione: mi avevano solo detto che ci sarebbe stato il direttore di Oggi in collegamento a causa di una paparazzata. Ma quella mia reazione è bastata a scatenare di nuovo gli hater nei miei confronti. È accaduto in passato, continua ad accadere oggi e, anche se ne ho sofferto molto e continuo a soffrirne, ho capito che le reazioni degli altri sono qualcosa che non posso controllare.
E a proposito del rapporto con Alvise Rigo?
Conoscere qualcuno non significa sposarlo. Ho 30 anni: posso frequentare lui come altre persone, non per forza deve trattarsi di fidanzati. Alvise è un amico, lo conosco da una vita.

Dal momento in cui sei stata nello studio de La volta buona sono ricominciati gli attacchi degli hater. Che cosa provi di fronte a questi episodi?
Dopo il GF mi è stata diagnosticata una forma di depressione post-traumatica e quello che è accaduto dopo quell’intervista è un trigger, qualcosa che mi riporta a rivivere il trauma. In questi giorni è accaduto proprio questo. Purtroppo resto ancora molto vulnerabile di fronte agli attacchi mediatici. Spesso i personaggi pubblici vengono visti come dei supereroi, come se nulla potesse scalfirli, ma la verità è che ho ancora profondamente paura che mi facciano del male. Finito il GF Vip, ho subito attacchi che per mesi mi hanno psicologicamente devastata e, qualche giorno fa, a causa di questo episodio sono stata male di nuovo. Che le persone ci credano o no, a me fa male tollerare il fatto che sia lecito sfogare tanta cattiveria sugli altri. Ho fatto un patto con il mio lavoro, so che esiste il rovescio della medaglia, ma non posso fare a meno di chiedermi perché le persone non vedano che sono una brava ragazza con dei valori.
È indiscutibile che la quantità di odio che ti si è riversata addosso post GF sia stata maggiore rispetto a quella riservata ad altri ex concorrenti della tua edizione. Ti sei chiesta perché?
Perché una donna può essere libera solo fino a un certo punto. In fondo, che cosa faccio di male? Sono giovane, vivo la mia vita esattamente come fanno tantissime altre ragazze. Perché se lo faccio io divento una “poco di buono”? La verità è che siamo considerate libere solo finché non abbiamo davvero il coraggio di dire basta e rompere gli schemi. Sei libera finché non deludi le aspettative di chi vorrebbe che tu vivessi in un certo modo.

Nel libro racconti un episodio legato ad alcune foto di nudo che ti furono scattate da un fotografo successivamente arrestato perché trovato in possesso di materiale pedopornografico. È stata l’unica volta in cui hai subito un abuso del genere?
È stata l’unica, ma mi ha traumatizzata. Avevo solo 15 anni, ma mi sono bastati per capire che il sistema non è sempre pulito. Per anni mi sono sentita in colpa per non avere reagito in modo diverso, ma la verità è che a 15 anni non hai gli strumenti per rispondere nel modo giusto. Sai che hai un desiderio e che di fronte a te c’è un adulto, un uomo di 60 anni, che ti dice che devi spogliarti. Non l’ho mai detto a nessuno; mio padre lo ha scoperto leggendo il mio libro e ha pianto. Quando quell'uomo è stato arrestato, mi sono sentita finalmente libera da un peso. Per fortuna, in questo ambiente esistono anche tante persone perbene.
La prefazione del tuo libro l’ha scritta Enzo Iacchetti.
Sì, un regalo enorme. Tra noi c’è stato un amore platonico dal primo giorno in cui ci siamo visti. Ha sempre visto in me quel qualcosa in più che gli altri non riuscivano a vedere. Siamo molto amici: nutro una profonda stima nei suoi confronti e lui ne nutre nei miei. Purtroppo tante cose non le decide lui, altrimenti forse a quest’ora sarei stata da un’altra parte.
Nel libro scrivi anche di un uomo di potere che avrebbe cercato di comprarti con attenzioni costose. È un fenomeno che hai vissuto solo agli inizi o anche quando eri già una Velina affermata?
Ne ho vissute parecchie di queste avances. A un certo punto, mentre ero al GF, si è perfino diffusa una diceria secondo la quale sarei stata a letto con uomini più anziani per fare carriera. È falso. Mi guardo ancora allo specchio con dignità. È vero che ho avuto tanti corteggiatori, alcuni molesti e fuori luogo, ma non mi sono mai fisicamente prestata, anche se avevo il terrore di perdere dei lavori. Io vengo da una famiglia di operai, non ho mai avuto alcuna garanzia, potevo contare esclusivamente sul mio lavoro. Quindi, di fronte a quelle proposte, rifiutavo ma lo facevo con il sorriso. Poi tornavo a casa e stavo male perché avrei voluto avere la possibilità di reagire diversamente, di arrabbiarmi. Ma avevo troppa paura che non mi facessero lavorare. Oggi, a 30 anni, risponderei con un vaffa***lo.
Ti è capitato di perdere dei lavori a causa di un rifiuto?
No, perché sono un’ottima ballerina e finalmente oggi posso dirlo. Quando il talento c’è, non può essere superato. La bellezza non deve essere un limite. Alle persone basta conoscermi per capire che sono un raggio di sole ed è questo che voglio portare nella vita degli altri. Per questo ho scritto “Fuori onda”.

Questa diceria a proposito di rapporti con uomini adulti e di potere si è diffusa probabilmente in seguito a un tuo sfogo nella Casa del GF Vip. Raccontasti di essere stata costretta a tollerare le attenzioni di uomini più grandi che volevano portarti a letto.
In quel momento stavo vivendo una profonda crisi personale. Volevo soltanto dire che mi ero sentita sola nel rifiutare quel tipo di proposte perché credevo di poter fare affidamento solo su me stessa. In realtà, sola non ero e se avessi avuto il coraggio di parlarne con i miei, avrei trovato il conforto che mi è mancato. Non l’ho fatto purtroppo, ero abituata a risolvere le cose da sola. Ma non sono mai scesa a compromessi.
Parli di persone che lavorano ancora nell’ambiente dello spettacolo?
Preferisco non rispondere.
Nella parte del libro in cui parli del GF, ripeti più volte quel "Sei volgare" che Alfonso Signorini ti rifilò in diretta. Perché ti fossilizzi proprio su quella frase?
Perché quella frase ha dato man forte a quelli che mi odiavano. Il conduttore è la figura più influente in un programma e ha influenzato il pubblico in negativo nei miei confronti. Se essere bravi e belli vuol dire essere volgari, significa che non ci ho capito niente. Mi sono chiesta spesso il motivo del suo accanimento nei miei confronti ma non l’ho mai saputo. So solo che dopo quegli episodi sono caduta in depressione e ho dovuto rialzarmi da sola mentre piangevo dalla mattina alla sera. Nel reality non sono mai stata tutelata, ho dovuto incassare qualsiasi cosa sia stata detta nei miei confronti.
Cosa provasti di fronte a quel giudizio pronunciato in diretta nazionale?
Umiliazione. Sono stata umiliata solo perché avevo uno spacco ed ero una gran fi*a. Ricordo solo che ho provato profonda vergogna. Quando riguardo quelle scene mi faccio tenerezza da sola. Fu una cattiveria gratuita e nessuno merita di essere trattato così. E anche in quel caso me la sono presa con me stessa: avrei dovuto alzarmi, salutare tutti e andare via.
Ne avete parlato con Signorini una volta terminato il GF?
Lasciamo perdere. Preferisco non rispondere.
Dei tuoi ex pretendenti, Javier Martinez e Lorenzo Spolverato, parli come del "nuovo schema" e "vecchio schema" e racconti che il GF ti ha spinto verso certe dinamiche. Quali?
Non reggevo la pressione di dover scegliere per forza tra due persone. Ma ci tengo a dire che non voglio colpevolizzare nessuno. Contesto solo il modo in cui sono stata amata e trattata. Anche lì, tornassi indietro mi prenderei la libertà di non scegliere o di andare via, di far valere il mio no. Ma quello che ho fatto è stato vero, non ho accontentato nessuno. Mi sono fatta male, quello è vero. Probabilmente, col senno di poi, avrei dovuto dire basta a una situazione che non mi faceva stare bene invece che lottare a oltranza. Perché lottare?
Il giorno della tua uscita dalla Casa sembravi sicura e invincibile. In una settimana è cambiato tutto. Che cosa è successo precisamente in quei giorni?
Sono stata assalita dalle notizie e la prima cosa che ho fatto, appena ripreso il mio telefono in mano, è stata avere un attacco di panico. Ho visto cose di cui non mi ero accorta: l’ingiustizia negli atteggiamenti del conduttore, la tutela che è mancata. Mi sono passati sei mesi davanti, ho rivissuto le fragilità che mi porto dietro e sono crollata. Poi è arrivata la rabbia. Ero furiosa con me stessa. So che è difficile capire un cambiamento del genere ma io conosco le mie motivazioni e non posso controllare chi non vuole comprendermi. Solo che non capisco come sia possibile che una persona che mette finalmente se stessa al primo posto venga crocifissa in questo modo. Mi sono presa la libertà di dire basta. Pensavo di essere un esempio di coraggio ma non posso obbligare chi non vuole a capirmi.
Come sono rimasti i rapporti con Mediaset dopo quell’esperienza?
(Ride, poi guarda il suo manager, ndr). Buoni. Sono buoni, no?