Serena Brancale: “Prima di esibirmi a Sanremo 2026 ho dimenticato il testo, vivo di musica grazie a mia madre”

Dopo il successo travolgente di Anema e core, Serena Brancale è tornata sul palco di Sanremo 2026 con una veste inedita, molto più intima e fragile. Ospite di Fanpage.it nel format Disegna la canzone, la musicista barese ha dato forma ai ricordi che animano il suo brano, svelando perché ha aspettato proprio questo momento per raccontare una ferita così profonda: il legame con la madre, scomparsa sei anni fa, il cui ricordo l'ha fatta scoppiare in un pianto liberatorio dopo l'esibizione del 24 febbraio.
Il disegno di Brancale a Fanpage: una madre e una figlia unite dall’arte
Impugnando i pennarelli, Brancalea sceglie di ritrarre due figure: una bambina e la sua mamma. Un’immagine che riporta a quel rapporto simbiotico interrotto quando la cantante aveva 30 anni e sua madre 60. Un’eredità che non è solo affettiva, ma artistica: "Lei aveva una scuola di musica, io suonavo il violino e mia sorella il pianoforte. Poi è nato mio fratello e lei voleva che suonassimo tutti insieme. Litigai fortemente con lei perché volevo fare la batteria, così lasciai il violino per iniziare il canto a 18 anni. Mi ha trasmesso la curiosità per ogni forma d'arte: dizione, doppiaggio, radio, teatro. È stata una mamma molto artistica". Questa poliedricità si riflette oggi nella musica dell'artista, che rifiuta di essere incanalata in un unico genere, preferendo esplorare "tutti i colori dell'arte".

"Ho sconfitto un dolore": il racconto dell'artista
Se nel 2025 con Anema e core l'obiettivo era far festa, quest'anno Brancale ha sentito l'esigenza di mostrare le sue crepe. Il brano di Sanremo 2026 è una confessione che l'artista ha custodito a lungo prima di riuscire a condividerla con il pubblico: "Quest'anno volevo mettere in evidenza la persona, parlare delle mie fragilità e di una cosa che non volevo raccontare fino a oggi. Sono felice perché è come se avessi sconfitto un dolore, l'ho quasi dissacrato. La terapia è sempre stata la musica: oggi lei non c'è, ma la musica resta". L'intensità del pezzo ha giocato brutti scherzi anche durante la preparazione. Brancale ha raccontato un aneddoto avvenuto poco prima di salire sul palco: "Mentre mi truccavano mi sono dimenticata una parola del testo, nonostante lo ricordassi benissimo". Quella voce emozionata che il pubblico ha sentito all'Ariston era il segno tangibile di una missione compiuta: trasformare una perdita personale in una canzone che "può essere inoltrata" a chiunque stia vivendo lo stesso vuoto.