Riccardo Donna sull’ipotesi del ritorno di Un medico in famiglia: “Non serve, Giulio Scarpati non lo farebbe mai”

Il regista Riccardo Donna, nel corso della sua lunga e brillante carriera, è stato anche il primo a dirigere la fiction Un medico in famiglia. In particolare si occupò delle prime due stagioni della serie con Lino Banfi nei panni di Nonno Libero, Giulio Scarpati nel ruolo di Lele Martini, Milena Vukotic nei panni di Nonna Enrica e poi Lunetta Savino, Margot Sikabonyi, Eleonora e Michael Cadeddu. Riccardo Donna non sembra essere un fan delle operazioni nostalgia. Ritiene che sia improbabile che la serie possa tornare.
Riccardo Donna ha rilasciato un'intervista a Ruben Trasatti per Unshow. Il regista ha replicato a chi vorrebbe una nuova stagione di Un medico in famiglia: "A me sembra che non serva". Ha precisato che la serie ha segnato in positivo sia lui che Tiziana Aristarco che l'ha diretta dopo di lui: "È una pietra miliare. Ovviamente siamo amici di tutti gli attori del cast, compreso il caro Giulio Scarpati che, sono sicuro, non tornerebbe mai a farlo". A giudicare dalla sua analisi, dunque, sembra che sia molto complicato riuscire a riportare in TV la famiglia Martini, come Lino Banfi desidererebbe fare.

Il regista si è anche espresso riguardo al dibattito sulla prima serata che inizia troppo tardi. Riccardo Donna lo ha definito un "problema gravissimo". Nonostante sia consapevole che "ogni punto di share porta soldi nelle casse", spera che la Rai torni "a un palinsesto più umano". In quanto Servizio Pubblico non dovrebbe preoccuparsi della pubblicità come fa Mediaset. Il regista ritiene concreto il rischio che gli spettatori si spostino in massa sullo streaming per guardare le fiction all'orario più consono per loro. Se dovesse verificarsi questo scenario, non mancherebbero le conseguenze: "Avrebbe un impatto sul numero di spettatori e di riflesso un impatto economico sulle produzioni". Quindi si è tolto un sassolino dalla scarpa parlando di un'altra fiction, molto amata, da lui diretta: "La programmazione di Cuori 3 da parte della Rai è stata assurda. Un lavoro di mesi finito in due settimane con la messa in onda quasi quotidiana. In ascolti è andata bene ugualmente".