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Luca Zingaretti e Luisa Ranieri concedono il telefono alle figlie di 15 e 11 anni: “Ma abbiamo fatto un patto”

Luca Zingaretti ha parlato della trappola dello smartphone e del patto che lui e Luisa Ranieri hanno fatto con le figlie Emma e Bianca per un uso sano.
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Luca Zingaretti, in un'intervista, ha parlato delle regole date alle sue figlie nell'uso dei cellulari. L'attore è sposato con Luisa Ranieri. Dal loro amore sono nate due figlie, Emma che oggi ha 15 anni e Bianca, che ne ha 11. Zingaretti ha riflettuto su quanto lui stesso faccia fatica a staccare la spina. In questi giorni, ad esempio, era impegnato nella lettura di una sceneggiatura e si era imposto di concentrarsi e non controllare il telefono: "Ho fatto fatica".

Luca Zingaretti, in un'intervista rilasciata a Candida Morvillo per il Corriere della Sera, ha rimarcato come gli smartphone ci rendano reperibili ventiquattro ore al giorno. Ciò ci riduce a uno stato di allerta perenne. Ha confidato che alla primogenita, col senno di poi, avrebbe aspettato un anno in più a concederle l'uso dello smartphone. Per quanto riguarda la secondogenita, che ha 11 anni, glielo ha dato di recente ma solo perché doveva partecipare a un campo scuola: "Ma è senza Internet".

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L'attore e la moglie Luisa Ranieri hanno stabilito una regola a cui le figlie devono attenersi nell'uso dello smartphone: "Abbiamo fatto un patto: io non vi controllo, però voglio il dialogo e voi parlate con me o mamma di tutto. Dare fiducia è importante: devi indurli a sviluppare la logica, che è la cosa che consente di tenere la rotta". Quindi ha evidenziato che nel momento in cui si decide di vietare l'uso dello smartphone al proprio figlio, poi bisogna imparare a riempire quel tempo con attività stimolanti come lo sport, la recitazione, momenti di condivisione reale con i coetanei: "Il divieto è una cura d’urgenza, poi deve arrivare la terapia".

Infine, ha dichiarato di avere notato nelle nuove generazioni una certa differenza nel modo di rapportarsi ai sentimenti: "Io ne ho un ricordo meraviglioso: il liceo, le prime pomiciate, la prima mano che scivolava sotto il golfino. Oggi molti ragazzi vengono a sapere tutto attraverso la pornografia". E ritiene che anche questo possa essere un tassello che porta alle storie di violenza che purtroppo accadono troppo spesso: "Resti senza fiato davanti agli interrogatori: ‘Ma lei non ha detto niente, ‘Io ho visto fare così'".

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