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Giorgio Panariello sull’assenza a Sanremo 2026: “Pieraccioni non se l’è sentita e neanche io, quel palco è una bestia”

Giorgio Panariello spiega i motivi per cui sia lui che Leonardo Pieraccioni non sono andati a Sanremo 2026. Il palco dell’Ariston è da sempre una vetrina e tutto ciò che vi accade viene amplificato e scandagliato al dettaglio.
A cura di Ilaria Costabile
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Sanremo 2026 si è concluso da pochi giorni, ma come di consueto, si continuerà a parlare dell'evento più importante della tv ancora per un bel po'. L'ultimo Festival di Carlo Conti, che ha ufficialmente ceduto il testimone a Stefano De Martino, è stato anche il festival degli amici, come ha spesso detto anche il conduttore, che si è voluto circondare di persone che lo hanno accompagnato in questo biennio, ed è anche per questa atmosfera a suo modo familiare che ci si sarebbe aspettati di vedere sul palco dell'Ariston Leonardo Pieraccioni e Giorgio Panariello, amici storici del conduttore. Così non è stato e a spiegarne i motivi è stato proprio l'attore, nonché giudice di Tale e Quale Show.

Perché Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni non sono andati a Sanremo 2o26

Sarebbe stato un momento goliardico di televisione, un segmento divertente del Festival, come ammette al Messaggero Panierllo: "Se andavamo io e Leonardo (Pieraccioni, ndr), si saliva sul palco, si buttava giù il Conti e già quella era una gag. S'eran trovati già mille modi per torturarlo", insomma il copione era già scritto, di sketch se ne sarebbero potuti fare a bizzeffe e dopo la chiamata di Antonella Clerici e Gerry Scotti a Sanremo 2025, sembrava scontato che quest'anno gli amici storici del conduttore lo affiancassero nella sua ultima avventura sanremese: "Ma Leonardo non se l'è sentita e alla fine nemmeno io. Da solo non ci sarei mai andato, perché quel palco è una brutta bestia: ci sono passato" ha spiegato l'attore toscano.

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L'esperienza di Sanremo secondo Giorgio Panariello

D'altra parte lui stesso è stato conduttore e direttore artistico della kermesse nel 2006 e la ricorda come un'esperienza disastrosa, inoltre secondo Panariello, oggi la situazione si sarebbe incrinata, soprattutto per chi fa comicità:

Adesso è anche peggio, con i social hai sempre il fiato sul collo. Se sbagli a dire una cosa, se ti scappa una battuta e magari ferisci qualcuno, sei rovinato per mesi. Questa manifestazione non è più come ai tempi di Nada, che si parlava solo di musica. Ora c'è troppa pressione mediatica. E finché resta così, è difficile che i comici, in particolare, abbiano voglia di salire su quel palco. È un'arma a doppio taglio. 

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