Jessica Battistello, l’aborto spontaneo e il tabù di raccontarlo: “Da fuori sembra non succeda nulla”

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Quello di Jessica Battistello è solo l’ultimo di una serie di racconti arrivati dal mondo dello spettacolo: Bianca Atzei, Costanza Caracciolo e Francesca Barra hanno parlato negli anni dei loro aborti spontanei, rompendo il silenzio intorno a una perdita che per molte donne è ancora difficile da raccontare.

Jessica Battistello ha aspettato un mese prima di trovare la forza di raccontare sui social la perdita del bambino che aspettava. L’ex protagonista di Temptation Island aveva appena scoperto di essere incinta per la seconda volta quando, poche settimane dopo, durante un’ecografia, le è stata comunicata la notizia che non avrebbe mai voluto sentire: “Mi dispiace Jessica, il battito non c’è più”. Da quel momento, racconta, “in pochi secondi tutto cambia”. Non parla soltanto del dolore per una gravidanza interrotta, ma anche delle domande e del senso di colpa che possono accompagnarlo, chiedendosi quante donne abbiano vissuto la stessa esperienza senza riuscire a parlarne.

Oggi Jessica vive in Repubblica Dominicana con il marito Stefano Francescato e il figlio Gabriel, nato nel 2024. Ed è proprio pensando a lui che la 32enne ha condiviso anche una delle immagini più dolorose arrivate dopo il post: nelle sue Instagram Stories ha scritto che il bambino che ha perso e il figlio avrebbero avuto circa due anni e mezzo di differenza, se quella gravidanza fosse andata avanti.

“Ho capito quante donne hanno vissuto una storia simile”

Nel suo lungo post ha raccontato soprattutto di quello che resta dopo: le domande che arrivano quasi automaticamente, il tentativo di capire se si sia fatto qualcosa di sbagliato, la ricerca di una spiegazione anche quando una spiegazione non c’è. Poi una frase che probabilmente più di tutte restituisce il senso del suo racconto: “La cosa più strana di un aborto è che da fuori sembra non essere successo niente”. Per il resto del mondo la vita continua, mentre per chi lo vive può essersi appena interrotto un futuro che aveva già cominciato a immaginare.

Jessica ha scelto di raccontarlo anche per questo. Leggendo le sue parole, si capisce che il destinatario del post non è soltanto il pubblico che la segue da quando nel 2019 era entrata nel cast di Temptation Island con Andrea Filomena, ma soprattutto le donne che riconoscono nella sua esperienza qualcosa di proprio. “Ho capito quante donne potrebbero avere dentro una storia simile in silenzio”, ha scritto, invitandole a non pensare che il dolore debba essere ridimensionato perché la gravidanza era appena iniziata. E infatti, dopo il suo racconto, molte follower hanno condiviso a loro volta le proprie esperienze, alle quali Jessica ha risposto con messaggi di affetto.

Le donne dello spettacolo che ne hanno parlato

Quello di Jessica non è però un racconto isolato. Negli ultimi anni, diverse donne del mondo dello spettacolo hanno scelto di parlare pubblicamente di una gravidanza interrotta, spesso raccontando anche quanto fosse stato difficile trovare le parole per farlo. Tra queste c’è Giada Giovanelli, anche lei ex protagonista di Temptation Island, che nel 2021 raccontò di aver perso il bambino che aspettava durante il primo trimestre di gravidanza. Quattro anni dopo sarebbe tornata su quella esperienza in occasione di una nuova gravidanza, ricordando un dolore che non era semplicemente scomparso con il passare del tempo.

Una dinamica simile emerge nel racconto di Bianca Atzei, che nel 2021 aveva condiviso pubblicamente l’aborto spontaneo vissuto dopo un percorso di fecondazione assistita. La cantante spiegò di aver sentito il bisogno di parlarne anche perché sui social sembrava che tutto dovesse andare sempre bene, quando nella realtà non era così. Raccontare quello che stava attraversando, disse, l’aveva aiutata a sentirsi meno sola e aveva aperto uno spazio di confronto con altre donne. Oggi è mamma di Noa Alexander, nato nel 2023 dall'ex compagno Stefano Corti.

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Bianca Atzei e il figlio Noa Alexander

Anche Costanza Caracciolo ha raccontato quanto possa essere difficile gestire una perdita quando la gravidanza è già diventata, suo malgrado, una notizia pubblica. Nel 2017 l’ex velina aveva perso al terzo mese la bambina che aspettava da Christian Vieri, proprio mentre un giornale aveva anticipato la notizia della gravidanza. Così, mentre lei stava affrontando il lutto, continuavano ad arrivarle messaggi di congratulazioni per una gravidanza che non esisteva più, rendendo ancora più doloroso un momento già difficile.

Ancora più esplicita, sul tema del silenzio, era stata Francesca Barra, che parlando della perdita del bambino che aspettava da Claudio Santamaria aveva definito l’aborto un argomento ancora troppo spesso trattato come un tabù. Il problema, nel suo racconto, non era soltanto la perdita in sé, ma anche la sensazione che intorno a quel dolore mancassero le parole giuste, o che qualcuno potesse considerarlo meno importante perché la gravidanza era stata interrotta nelle sue prime settimane.

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Francesca Barra e Claudio Santamaria

Storie diverse che riportano tutte a una stessa zona d’ombra: quella in cui una gravidanza interrotta può diventare qualcosa da vivere privatamente, senza necessariamente sentirsi legittimati a raccontarla. Per questo il post di Jessica acquista un significato che va oltre la sua vicenda personale: dopo aver pubblicato il racconto, infatti, sono state molte le follower a risponderle condividendo a loro volta esperienze simili, alle quali Jessica ha replicato con parole di affetto. Più che una semplice confessione, il suo post ha finito così per trasformarsi in uno spazio di confronto, facendo emergere storie che forse sarebbero rimaste ancora una volta private.

L’aborto spontaneo è comune, ma parlarne resta difficile

L’aborto spontaneo è un’esperienza molto più frequente di quanto possa suggerire il silenzio che spesso la circonda. Un’analisi pubblicata nel 2025 da ricercatori della Boston University Chobanian & Avedisian School of Medicine e del Boston Medical Center stima che la perdita precoce di gravidanza riguardi il 15-25% delle gravidanze clinicamente riconosciute. Anche i dati italiani mostrano la diffusione del fenomeno, pur fotografandone soltanto una parte. Secondo l’Istat, nel 2023 sono stati registrati 41.427 aborti spontanei, ma la rilevazione comprende esclusivamente i casi che hanno comportato un ricovero, sia ordinario sia in day hospital.  Restano quindi fuori dalla statistica gli episodi gestiti senza ricovero: l’Istat segnala in particolare una crescita della gestione degli aborti spontanei, soprattutto quelli precoci, in ambulatorio o al pronto soccorso. Dietro questi numeri, però, ci sono esperienze che possono avere conseguenze anche molto profonde sul piano psicologico. Uno studio italiano pubblicato nel 2025 su BMC Pregnancy and Childbirth, realizzato da Università di Milano-Bicocca, Università di Firenze e Fondazione CiaoLapo, ha coinvolto 543 donne che avevano vissuto una perdita in gravidanza. La ricerca ha evidenziato il possibile impatto della perdita sulla salute mentale e ha messo a punto un questionario per valutarne le conseguenze sul benessere psicologico delle donne.

Nel momento in cui ha deciso di raccontare la sua perdita, Jessica non ha parlato soltanto di sé: ha aperto uno spazio nel quale altre donne hanno riconosciuto una storia che sentivano propria e hanno trovato il modo di raccontarla a loro volta. È qualcosa che accade raramente quando si parla di gravidanza, un percorso del quale siamo abituati a vedere soprattutto gli inizi felici e il lieto fine. La perdita, invece, spesso resta fuori campo, confinata alla sfera privata e accompagnata dalla sensazione che sia troppo presto per parlarne o che non ci siano le parole giuste per farlo. Jessica ha scelto di usare proprio quelle parole che, dice, per un mese non era riuscita a trovare. E dopo il suo racconto ne sono arrivate altre: non abbastanza da cancellare il dolore, ma sufficienti a ricordare che anche una gravidanza durata poche settimane può lasciare dietro di sé una storia, un legame e un lutto che meritano di essere riconosciuti.

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