Cindy Crawford, il primo messaggio dopo la morte del figlio Presley Gerber: “Ti amiamo per sempre”

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Quattro settimane dopo la morte di Presley Gerber, Cindy Crawford pubblica il primo messaggio sul figlio, firmato con Rande e Kaia: un ritratto in bianco e nero e un addio scritto al presente.

Sono passate quattro settimane esatte. Presley Gerber è morto domenica 20 settembre, a 27 anni, e Cindy Crawford ha aspettato un’altra domenica, il 18 ottobre, per parlare in pubblico. Niente interviste, nessuna nota dell’ufficio stampa: un ritratto in bianco e nero del figlio su Instagram e poche righe firmate da tutta la famiglia. Fino a quel momento avevano parlato soltanto un portavoce, per chiedere riservatezza, e l’ufficio del coroner di Los Angeles, per far sapere che una risposta sulle cause non c’era ancora.

Il messaggio di Cindy Crawford per Presley

Il messaggio integrale di Cindy Crawford è breve e straziante. Ve lo forniamo per intero, tradotto da noi:

Siamo distrutti, oltre ogni misura, per aver perso il nostro amato figlio e fratello. Ci sentiamo benedetti per aver avuto Presley nelle nostre vite per 27 anni. È un’anima dolce e bellissima, che ha amato ed è amata, ora e per sempre. Siamo orgogliosi di come si è presentato al mondo, con gentilezza e vulnerabilità. Siamo grati per l’ondata di affetto e sostegno arrivata da tante persone che conoscono e amano la nostra famiglia, e perfino da sconosciuti che sentono il nostro dolore. Arrivederci, nostro dolce ragazzo. Ti amiamo per sempre, mamma, papà e Kaia.

Nella foto, firmata da Sebastián Faena e ringraziata dalla stessa Crawford in coda al post, Presley sembra avere un paio d’ali alle spalle.

Un addio scritto al presente

Chi ha scritto anche un solo necrologio sa che il primo ostacolo è il tempo verbale. Cindy Crawford non lo supera, lo aggira: “È un’anima dolce”, non “era”. “Ha amato ed è amato”. L’altra parola da segnare è vulnerabilità. Non la si mette per caso nel ricordo di un ragazzo che le proprie fragilità le aveva rese pubbliche, con post su Instagram, video, ammissioni che nel mondo patinato da cui proveniva non si fanno quasi mai. Il messaggio non nomina la dipendenza, non nomina la struttura in cui Presley viveva. Ma quella parola, messa lì accanto alla gentilezza, dice che la famiglia non intende nascondere niente di quello che lui stesso aveva scelto di mostrare.

Kaia Gerber e le parole che non bastano

Poco dopo è arrivato anche il messaggio della sorella. Kaia Gerber si rivolge al fratello con il soprannome di famiglia, Prez, e comincia dichiarando una resa: “Prez, non ho le parole. E forse la piccola grazia è che non ci sono mai servite. Che ingenua sono stata a credere che il linguaggio potesse andare oltre il dolore”. Poi c’è lo stesso slittamento di tempi della madre: “Credevi che le persone fossero buone per natura perché tu, Presley, sei buono per natura”.

Cosa si sa della morte di Presley Gerber

Il quadro ufficiale resta incompleto. La mattina del 20 settembre la polizia è stata chiamata intorno alle nove e mezza in una residenza per il recupero dalle dipendenze a Santa Monica, in cui Presley viveva da tempo, per una possibile overdose. I soccorritori ne hanno constatato il decesso pochi minuti dopo. L’autopsia è stata eseguita, ma l’ufficio del medico legale di Los Angeles ha rinviato la determinazione di causa e modalità della morte in attesa di ulteriori esami, spiegando che potrebbero servire alcuni mesi. L’ipotesi dell’overdose è quella su cui si indaga, ma a oggi non c’è alcuna conferma ufficiale.

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