Can Yaman respinge la mano insistente di una fan alla Festa della Polizia: polemica sulla questione di genere

Sabato 11 aprile, ospite allo Spazio della Legalità di Piazza del Popolo per il 174° anniversario della Polizia di Stato, l’attore turco Can Yaman si è ritrovato a gestire una situazione che ha fatto il giro dei social nelle ore successive: una fan ha allungato la mano verso di lui cercando un contatto fisico non richiesto. Lui l’ha bloccata — con fermezza, senza perdere la calma, senza alzare la voce. Il video è bastato ad accendere il dibattito.
Cosa si vede nel video
Le immagini mostrano Can Yaman in mezzo alla folla. Un’ammiratrice, decisamente disinibita, protende il braccio verso di lui per toccarlo. La risposta dell’attore è immediata: sposta la mano con decisione, senza aggressività, tenendo il controllo della situazione. Nessuno scoppio d’ira, nessun gesto brusco. Solo un “no” fisico, chiaro e inequivocabile.
Nonostante il momento di tensione, Yaman ha continuato a intrattenere il pubblico presente — selfie, autografi, sorrisi per i bambini — confermando la sua disponibilità nei confronti di chi rispetta le regole non scritte dell’incontro con una star. Poco dopo, nello Spazio della Legalità, ha partecipato all’incontro moderato da Angela Caruana della Polizia di Stato, parlando del suo percorso professionale in Italia e del legame con le forze dell’ordine.
Il web si divide
Il filmato ha innescato una discussione che va ben oltre l’episodio in sé. Il commento che ha raccolto più consensi sui social fotografa bene il clima: “Se fosse stato Yaman ad accarezzare una fan, sarebbe successo un putiferio.” Una riflessione sul doppio standard applicato al tema del consenso fisico — e sul fatto che anche chi è abituato all’adorazione del pubblico abbia il diritto di non essere toccato senza permesso.
Da una parte c’è chi giustifica l’entusiasmo della fan come un eccesso di affetto innocuo; dall’altra chi sottolinea che il contatto fisico non autorizzato resta tale, indipendentemente da chi lo subisce.
Un rapporto complicato col pubblico
Non è la prima volta che Yaman si trova a tracciare quel confine. Ha raccontato in passato di fan che lo seguivano fin dentro l’ascensore di casa, di dover cambiare abitazione per l’assedio continuo sotto casa, di giudizi pesanti arrivati sui social. Come quanto accaduto con il suo arresto per sbaglio in Turchia, a gennaio. Lui stesso aveva replicato ai suoi detrattori in quel caso con sarcasmo tagliente: “Sono vecchio, sono brutto, sono drogato. Ho rovinato la mia carriera.”