video suggerito
video suggerito

Alfonso Signorini e il velo di Timante: una ‘velata’ risposta a Corona su Chi

Nel numero di Chi di mercoledì 18 febbraio, il direttore sembra rispondere in qualche modo a Fabrizio Corona pur senza nominarlo. E lo fa parlando di pudore attraverso il velo di Timante.
0 CONDIVISIONI
Immagine

Alfonso Signorini ha pubblicato un editoriale sibillino nel numero di Chi, in edicola questa settimana. Nell'albo uscito mercoledì 18 febbraio, il direttore sembra rispondere in qualche modo a Fabrizio Corona pur senza nominarlo. E lo fa parlando del "velo di Timante" – il pittore greco che dipinse il sacrificio di Ifigenia coprendo il volto di Agamennone perché il dolore del padre era troppo grande per essere mostrato.

I passaggi chiave dell'editoriale di Alfonso Signorini

Signorini scrive che il pudore non è il contrario della verità, ma la sua forma respirabile. Che alcune cose, certe sofferenze, certi dolori, non vanno esposte. Che il silenzio ha una sua dignità. E questo appare già un primo riferimento a quanto accaduto: "Quel velo è forse uno dei primi manifesti estetici del pudore come forma di conoscenza. Non il pudore moralistico, ma quello che sa che alcune verità, esposte direttamente di degradano. Che esiste una soglia oltre la quale mostrare equivale a tradire". 

Sull'esposizione totale: Oggi tutto deve essere mostrato, confessato, esposto. Il massimo della visibilità è l'invisibile. Chi si nasconde viene accusato di ipocrisia. Ma forse alcune cose meritano di restare coperte. E Signorini scrive infatti: "Paradossalmente, più vediamo, meno crediamo. L'ipervisibilità produce anestesia. L'eccesso di espressione genera sospetto". Citando Agamennone e portandolo ai nostri giorni, Signorini scrive: "Oggi sarebbe costretto a piangere in primo piano. E noi, davanti, scorreremmo". 

Il messaggio sofisticato

Il messaggio sembra chiaro anche se mai esplicito. Volendo provare a parafrasare, si direbbe che Corona è colui che espone tutto, viola ogni pudore, mette in piazza ogni dettaglio. Signorini risponde con la metafora del velo: alcune cose meritano di restare private non per ipocrisia, ma per dignità. Tra Corona e Signorini è in atto la contrapposizione nietzschiana per eccellenza: apollineo contro dionisiaco. Forma contro ebbrezza. Contenimento contro esplosione. Il bello è che entrambi hanno una loro legittimità nella mitologia greca. Non c'è un dio "giusto" e uno "sbagliato". Sono due forze opposte e necessarie. Nella cultura contemporanea, Dioniso fa più rumore, più views e più engagement; quindi, vince sempre. Vedremo in tribunale.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views